Il contraddittorio di Trump, è Trump

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Pochi politici contraddicono apertamente Donald Trump a notarlo è il Ministro italiano Crosetto, che ha messo in dubbio la semplice linea Netanyahu Trump, vedendoci dietro qualcosa di diverso. Secondo il Ministro italiano (che corre sul filo della rotta di collo, seppur atlantista, tra i due Governi, italiano e americano) questo è un problema.

La figura di Trump ha rivoluzionato in modo bizzarro il panorama politico americano, suscitando un consenso molto forte tra una larga fetta dell’elettorato conservatore, ma anche provocando divisioni profonde nel sistema politico e mediatico nazionale. Trump sta lentamente disintegrando il sistema classico della democrazia americana, senza però apportare sistematici cambiamenti liberali.

Hanno votato un’idea

Dopo la sua elezione nel 2016, Trump ha consolidato un controllo significativo sul partito, riuscendo a dettare l’agenda politica e a influenzare le candidature elettorali. Molti politici repubblicani preferiscono non contraddirlo apertamente per non rischiare di perdere il sostegno di una parte consistente degli elettori. L’unità del conservatorismo americano dipende dal fatto che, con altri candidati, tradizionalisti, incentrati non tanto sull’impresa, ma su etica, religione, classicità, le elezioni andavano malissimo. Trump ha funzionato. In Italia esiste un termine per identificare questi casi: l’utile idiota, non è un termine offensivo, ma metaforico.

Da anni, il clima politico è sempre più caratterizzato da divisioni profonde, la società del superficiale e di facebook è polarizzata e Trump è diventato un simbolo polarizzante che incarna le fratture ideologiche. Contraddire Trump significa spesso entrare in un conflitto frontale che può portare a una perdita immediata di sostegno o a una guerra mediatica distruttiva. Per molti leader politici, è più conveniente evitare scontri diretti per mantenere una posizione pubblica meno esposta.

Un uomo solo alla guida

Trump non discute con nessuno, offende gli avversari come se stesse parlando con coetanei in una riunione di classe, non ha il minimo del comportamento di etichetta, questo diventa pesante ma diverte, tutti insultano Trump, lui continua a governare perché ha i numeri. Ma esiste un momento in cui si può decidere di mettere in dubbio le idee di un governatore, anche se è il governatore americano?

Trump rappresenta per molti un punto di riferimento identitario e una risposta al malcontento riguardo l’establishment politico tradizionale. Contraddirlo significa anche sfidare una narrativa che dà voce a sentimenti di rabbia e frustrazione diffusi in alcune fasce della popolazione. Questo rende la sfida ancora più delicata e rischiosa per chi vuole fare opposizione aperta a Trump.

In fin dei conti l’unico contraddittorio politico di Trump è Trump, che ha spiegato come si fa a comandare senza fare politica, usando tutto il potere senza fregarsene minimamente delle conseguenze democratiche, ma al contempo senza rischiare mai troppo.

Si è ulteriormente arricchito

Ora, per beneficiio di inventario, serve sottolineare che le politiche economiche americane crescono a rilento per la “tassa Maga”, mentre la ricchezza del tycoon è aumentata del 165% in pochi mesi.

I successi di Trump sono limitati, anche in politica estera, nonostante il suo operato abbia però decisamente salvato Israele dalla possibile e probabile guerra, letale per Israele, contro l’Iran. Su questo punto non è comprensibile e non intendo comprendere chi è infantile ed convinto della bontarietà delle azioni di Hamas e dell’Iran.

Trump è comunque agli sgoccioli e anche quest’era è ormai prossima al cassetto. In un contesto in cui la maggior parte delle sue decisioni è stata drastica e discutibile, ha tenuto il punto sul valore culturale dell’asse atlantico e ha coperto il suo ruolo, intuitivamente poco cosciente della situazione americana, che non è migliorata rispetto al periodo precedente Trump, ma molto attento alle proprie finanze.

CM

martinacecco
martinacecco
Giornalista pubblicista e facebook blogger. Scrivo per Donnissima il blog in rosa dal 2005. Dirigo Secolo Trentino e Liberalcafé. Laureata in Filosofia Politica presso l'Università degli Studi di Trento. Lavoro dal 2024 come PR e Merchandiser presso Eventi, GDO, Retail e Ristorazione. Collaboro con YouGov per il monitoraggio degli andamenti di mercato come Data Insert. Ho concluso un mastering post laurea, la Scuola di Formazione Politica presso la Fondazione Luigi Einaudi. Sto frequentando il Master in Giornalismo presso la RCS Business Academy, presso il Corriere della Sera.Nel tempo libero scrivo poesie, brevi saggi, innesti filosofici, pratico molto sport. Socio sostenitore di Secolo Trentino e Lodi Liberale, sostengo UNHCR per i rifugiati politici e alcune associazioni che pagano cure mediche per malattie rare e supporti tecnici per i disabili. :-)

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