Bruxelles – La politica di coesione torna al centro del confronto europeo in uno dei momenti più delicati per il futuro dell’Unione. Mentre a Bruxelles prosegue il negoziato sul prossimo Quadro finanziario pluriennale 2028-2034, si rafforza lo scontro tra chi considera i fondi di coesione uno strumento imprescindibile per ridurre i divari territoriali e chi, invece, vorrebbe destinare una quota crescente delle risorse europee a nuove priorità strategiche, come competitività, innovazione, difesa e sicurezza.
Il tema è stato al centro della giornata di confronto promossa dalla delegazione di Fratelli d’Italia – ECR al Parlamento europeo, che ha riunito istituzioni europee, parlamentari nazionali e rappresentanti delle amministrazioni regionali e locali. Tra gli ospiti principali il commissario europeo alla Coesione e alle Riforme Raffaele Fitto, intervenuto in una fase decisiva del negoziato destinato a definire le priorità finanziarie dell’Unione per il periodo 2028-2034.
L’obiettivo dell’iniziativa è stato quello di ribadire il ruolo strategico della politica di coesione come principale strumento europeo per sostenere investimenti, infrastrutture, innovazione, occupazione e sviluppo dei territori, evitando che le nuove esigenze geopolitiche finiscano per ridurre uno dei pilastri storici dell’integrazione europea.
Il confronto si inserisce in un quadro politico complesso. Da una parte si collocano i cosiddetti “Friends of Cohesion”, un gruppo di Stati membri, prevalentemente dell’Europa meridionale, centrale e orientale, che chiede di preservare una politica di coesione forte anche nel prossimo bilancio europeo. Dall’altra, alcuni Paesi del Nord Europa spingono per una revisione delle priorità di spesa dell’Unione, con un maggiore orientamento verso difesa, innovazione tecnologica e competitività industriale, in risposta alle nuove sfide geopolitiche ed economiche. (Ministero degli Affari Esteri)
Come ha ricordato il commissario Fitto, le prossime settimane saranno determinanti per individuare un punto di equilibrio tra le nuove priorità dell’Unione e la necessità di continuare a sostenere lo sviluppo dei territori attraverso gli strumenti della coesione.
Anche l’Italia ha ribadito con chiarezza la propria posizione. La vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna ha confermato il sostegno a una politica di coesione che continui a rappresentare uno degli assi portanti dell’integrazione europea, ritenendola fondamentale per garantire uno sviluppo equilibrato tra le diverse aree dell’Unione.
La partita riguarda da vicino anche il Trentino. Pur essendo una delle realtà economicamente più solide del Paese, la Provincia autonoma ha costruito negli anni una parte significativa delle proprie politiche di sviluppo grazie ai programmi europei finanziati attraverso il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), il Fondo sociale europeo Plus (FSE+) e i programmi di cooperazione territoriale Interreg, che sostengono progetti di innovazione, ricerca, digitalizzazione, sostenibilità ambientale e collaborazione transfrontaliera con Austria e Germania. La politica di coesione, infatti, non riguarda esclusivamente le regioni meno sviluppate, ma rappresenta uno strumento essenziale per rafforzare la competitività e la capacità di investimento dell’intero sistema europeo. (Consiglio dell’Unione Europea)
L’obiettivo delle istituzioni europee è arrivare a un accordo sul nuovo Quadro finanziario pluriennale entro la fine del 2026, così da consentire l’avvio della nuova programmazione senza ritardi. Il negoziato si preannuncia tra i più complessi degli ultimi anni, chiamato a conciliare le esigenze della sicurezza europea con la necessità di non indebolire le politiche che, negli ultimi decenni, hanno contribuito a ridurre i divari economici e sociali tra le regioni dell’Unione.
Sotto, il servizio direttamente dalle Istituzioni europee, a cura di Total Eu Production.

