Aveva acquistato uno smartphone da 879 euro su Amazon e, dieci giorni dopo, aveva deciso di esercitare il diritto di recesso. Il pacco restituito, però, sarebbe rimasto fermo o sarebbe andato smarrito durante il trasporto, mentre il rimborso continuava a non arrivare.
La vicenda è stata resa nota dall’associazione di consumatori Codici, intervenuta dopo i ripetuti tentativi dell’acquirente di ottenere chiarimenti.
Il consumatore aveva selezionato il ritiro a domicilio tra le modalità di restituzione offerte dalla piattaforma. Amazon aveva generato l’etichetta e il codice di reso, mentre il corriere aveva confermato la presa in carico del pacco e fissato la data del ritiro.
Dopo l’inizio della spedizione, tuttavia, il tracciamento aveva smesso di aggiornarsi. Secondo quanto riferisce Codici, il pacco risultava fermo o smarrito in transito e non arrivavano informazioni neppure sul rimborso.
L’acquirente aveva contattato più volte il servizio clienti, inviando anche comunicazioni tramite posta elettronica certificata. Non avendo ottenuto una soluzione, aveva presentato una denuncia per smarrimento contro ignoti e si era quindi rivolto all’associazione.
Codici ha trasmesso un reclamo formale. Dopo ulteriori verifiche, Amazon avrebbe comunicato che la pratica era stata risolta e che il rimborso sarebbe stato accreditato nel giro di pochi giorni.
L’associazione invita i consumatori a conservare etichette, ricevute, codici di reso, comunicazioni e tracciamenti relativi a ogni restituzione. Può essere utile anche fotografare o filmare il prodotto e le diverse fasi della preparazione del pacco.
In questo modo è possibile documentare sia il contenuto della spedizione sia le condizioni del prodotto, disponendo di maggiori elementi in caso di smarrimento o contestazioni successive.

