Le accise mobili possono attenuare il caro carburanti, ma restano «un pannicello caldo» se non si interviene sulle cause dell’inflazione e sulla crisi energetica. È la posizione di Stefano Fassina, economista, intervenuto a Radio Cusano nel programma “Battitori Liberi”, condotto da Gianluca Fabi e Savino Balzano.
Fassina: «Tra guerra e welfare c’è un’alternativa»
«La prospettiva purtroppo è preoccupante, perché la guerra nei golfi va avanti. Speriamo che questa saggezza che ha avuto Trump in queste ore, riguardo la sospensione dei bombardamenti, apra a un negoziato che consenta di definire un equilibrio con un minimo di stabilità.»
«Davanti a tutto questo diventa sempre più evidente che c’è un’alternativa tra la guerra e il welfare, tra la guerra e le condizioni economiche delle famiglie. Ritengo che il governo, il Parlamento in generale, debbano fare il quadro geopolitico alla luce di questa evidente realtà. C’è un’alternativa tra le risorse che si possono dare alla guerra e quello che si può dare alle imprese e alle famiglie.»
Secondo Fassina, la misura sulle accise non offre dunque una risposta strutturale:
«Questo intervento sulle accise è un palliativo, soprattutto è di corto respiro. Tra qualche giorno in Parlamento arriva Giorgetti con la proposta di utilizzare i fondi SAFE, quelli per comprare le armi, per incrementare la spesa in armamenti. Entriamo in una fase in cui c’è una contraddizione evidente. Se la politica tutta, non assume la necessità di riscoprire il negoziato come via per affrontare il nemico, le condizioni dell’economia ne risentiranno, in particolare quelle di lavoratori, piccole imprese e famiglie in difficoltà.»
Accise mobili, energia e inflazione
Sul prezzo della benzina, l’economista ha collegato il rincaro dell’energia all’aumento generalizzato dei prezzi:
«L’energia è un bene primario che poi alimenta l’inflazione in tutti i settori. La benzina subisce un impatto immediato e lo vediamo, ma non finisce là: quindi va benissimo l’utilizzo delle accise mobili, ma è un pannicello caldo. Bisogna intervenire per cominciare a ridimensionare le cause che portano all’aumento dell’inflazione.»
«Questa guerra quanto deve andare avanti ancora? È evidente che è uno scenario di guerra permanente e che dunque pesa sulle economie delle famiglie. C’è una transizione energetica e tecnologica da portare avanti, noi siamo in una fase di aggravamento di problemi che avevamo già prima. La questione energetica rimane tutta aperta, ma non c’è dubbio che quegli investimenti che ti servono, se li fai per acquistare armi, in particolare dagli Stati Uniti, hai più difficoltà a farli per la transizione energetica.»
«Si continua a mettere toppe»
In conclusione, Fassina ha richiamato la necessità di definire un ordine di priorità:
«Quindi da questo punto di vista c’è un ordine di priorità che va considerato. A me pare che continuiamo a mettere delle toppe come se fossimo di fronte ad emergenze circoscritte e imprevedibili, ma in realtà si sta costruendo una prospettiva di guerra permanente, di cui questi episodi sono dei momenti specifici, in una condizione che va a pesare su chi è più in difficoltà.»

