Un hater per un’audizione, i comici da social

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Lunga vita ai social network, ecco la nuova professione: hater! Quel meraviglioso teatro digitale laddove chiunque può trasformarsi in critico musicale, giudice di bellezza, maestro di vita o esperto di tutto, senza aver mai mosso un dito nella disciplina che commenta. Laureati all’Università della Strada, cresciuti con la Scuola della vita, invecchiati con la cura del vino rosso, se va bene. Quello del cartone. Ecco, tra “boomer” nostalgici delle glorie passate e “generazione Z” vestita di cuffie e swipe, si consuma una lotta epica fatta di insulti gratuiti e critiche spesso più vuote del cartone usato per inscatolare i pannoloni per la cacca.

Ma perché limitarsi a piangere lacrime digitali? Propongo, anzi, quasi impongo, qualche idea concreta per smascherare i veri talenti nascosti dietro gli schermi. Nelle mie lunghe notti a leggere commenti e a studiare Social Media Marketing, sono arrivata alla conclusione che costoro altro non sono che i (6) Disperati personaggi in cerca di autore di Luigi Pirandello. Per cui vorrei farmi autore per loro, per dare loro spazio e visibilità.

1. Audizioni per critici musicali d’assalto

Immaginate la scena: un palco, un microfono, e lì davanti il redivivo “esperto” che sputa sentenze sull’uso dell’autotune e dei synth moderni. Obiettivo? Far cantare questi guru dell’insulto digitale con tanto di apparato didattico sulla storia della musica. Sarà interessante vedere quanti riusciranno a sfiorare il do-re-mi, o almeno a spiegare chi fu Luciano Pavarotti senza googlare. Perché, diciamocelo, criticare la tecnologia nella musica è facile, ma provarci a fare meglio… bè, quella è un’altra storia!

2. Sfilate e concorsi di bellezza per i censori di donne social

Per quei leoni da tastiera che si lanciano in insulti gratuiti verso donne, atlete, modelle e artiste online, organizziamo un contest dal vivo. Book fotografici, prove di talento e, perché no, votazioni con punteggi precisi su eleganza, stile e presenza scenica. Così potremo finalmente capire se chi offende è un campione di simpatia o solo uno che ha passato troppi pomeriggi davanti allo specchio senza mai ottenere un sorriso. Spoiler: dubito molto che qualche vero “miss criticon” emergerà intatto.

3. Test di guida, educazione civica e cultura generale per gli aggressori seriali di cronaca

Chi urla e insulta chi appare nei fatti di cronaca spesso dimentica il primissimo comandamento della convivenza civile: informarsi. Perché non sottoporli a un quiz? Domande tipo “Cos’è il diritto alla privacy?”, “Quali sono i principi fondamentali della Costituzione?” o “Come evitare tamponamenti in autostrada”? Un modo simpatico (e didattico) per ricordare che dietro ogni notizia ci sono persone, non solo bersagli per lanciare invettive.

4. Colloqui di lavoro per chi denigra giovani disoccupati

Spesso sentiamo critiche taglienti verso giovani che si lamentano dello sfruttamento o degli stipendi ridicoli. Bene, allora voglio vedere quanti dei super criticoni sono davvero leader, professionisti affermati e milionari. Una selezione con curriculum, referenze e magari un colloquio da brivido. Se si scopre che il “mago del giudizio” guadagna meno di chi critica, o che ha lavorato in nero senza fiatare, credo potremmo aprire una scuola di umiltà.

Il paradosso del critico frustrato

Spesso chi si nasconde dietro insulti e critiche è chi, a sua volta, ha ricevuto colpi simili e magari non si sente affatto un adone, un artista realizzato o un vincente. La gelosia, l’invidia e forse un pizzico di rancore diventano la molla che fa scattare la facile posizione dell’esperto, che sempre più spesso è allineato, cioè tende a usare gli stessi “Quattro stracci” come cantava Francesco Guccini per qualsiasi situazione. Un commento che vale per tutto. Dalla critica alla crema solare, alla critica al live di JLo, stessa frase. Probabilmente lo stesso menù a pranzo: panino al prosciutto e una mela. Non penso che questa gente abbia tempo di cucinare, sta sempre attaccata ai social.. Il web diventa così una valvola di sfogo, non sempre ispirata dal minimo rigore sociologico, pedagogico o tecnico.

Martina Cecco

martinacecco
martinacecco
Giornalista pubblicista e facebook blogger. Scrivo per Donnissima il blog in rosa dal 2005. Dirigo Secolo Trentino e Liberalcafé. Laureata in Filosofia Politica presso l'Università degli Studi di Trento. Lavoro dal 2024 come PR e Merchandiser presso Eventi, GDO, Retail e Ristorazione. Collaboro con YouGov per il monitoraggio degli andamenti di mercato come Data Insert. Ho concluso un mastering post laurea, la Scuola di Formazione Politica presso la Fondazione Luigi Einaudi. Sto frequentando il Master in Giornalismo presso la RCS Business Academy, presso il Corriere della Sera.Nel tempo libero scrivo poesie, brevi saggi, innesti filosofici, pratico molto sport. Socio sostenitore di Secolo Trentino e Lodi Liberale, sostengo UNHCR per i rifugiati politici e alcune associazioni che pagano cure mediche per malattie rare e supporti tecnici per i disabili. :-)

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