Sembra non esserci correlazione tra Covid-19 e il virus di TGR Leonardo, ma qualcuno nel mondo gioca a creare virus

Nelle scorse ore, la ricondivisione di un servizio del TGR Leonardo di 5 anni fa, nel quale si mostravano scienziati intenti a costruire un virus in laboratorio, ha scatenato le reazioni di molti, intenti o ad attaccare la Cina di aver creato il Covid-19 o ad affermare, sulla base anche di pubblicazioni scientifiche di rilievo, come non ci sia alcuna correlazione tra il Covid-19 e l’attività umana.

Tuttavia, lo scontro tra le due fazioni non ha permesso un’analisi più attenta e una riflessione più approfondita su un’altra questione. Innanzitutto bisogna dire che quella data da TGR Leonardo non è una fake news: corrisponde a verità che nel 2015 in un laboratorio cinese, alcuni scienziati stessero lavorando a potenziare la capacità aggressiva di un virus influenzale, mettendo insieme elementi presi dai pipistrelli con proteine della Sars.

La smentita scientifica, tra l’altro, afferma che sia il Covid-19 a essersi sviluppato l’anno scorso in maniera spontanea senza intervento dell’uomo, ma che invece vi sono stati esperimenti ibridi – come il Chimera riportato su TGR Leonardo – in laboratori cinesi.

Quello che dovrebbe far riflettere molti, piuttosto che la ricerca di un colpevole del Covid-19, dovrebbe essere il fatto che una superpotenza mondiale abbia messo in piedi una ricerca scientifica per manipolare artificialmente degli organismi al fine di rendere potenzialmente letale un virus.

Certo, in un momento come questo, anche la smentita scientifica può destare dubbi: immaginando uno scenario di un virus da laboratorio “fuoriuscito“, le conseguenze di un’accusa da parte di superpotenze contrastanti potrebbe essere solo la Terza Guerra Mondiale, con tutti i mali che essa comporterebbe.

Le armi batteriologiche, come riporta epicentro ISS,Sono state messe al bando nel 1972, da una Convenzione internazionale per la proibizione dello sviluppo, produzione e immagazzinaggio delle armi batteriologiche e delle tossine e sulla loro distribuzione, entrata in vigore nel 1975, dopo essere stata ratificata da un numero minimo di 22 stati. Ma ancora se ne parla. Come se ne è parlato in passato, un passato lunghissimo quello delle armi biologiche che hanno radici antiche. Già in epoca romana, si gettavano carcasse animali nei pozzi dei nemici per inquinarne le acque. Non è escluso che la stessa epidemia di peste bubbonica che devastò l’Europa nel XIV secolo iniziò quando le truppe tartare all’assedio di Caffa cercarono di indebolire le difese della città lanciando dentro le mura cadaveri infetti“.


Solo nel Ventesimo secolo, però, si può parlare di veri e propri programmi di sviluppo di armi biologiche. Ne hanno intrapresi, ad esempio, il Giappone, l’URSS, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna: quest’ultima con conseguenze serissime. L’isola di Gruinard, al largo delle coste scozzesi, dove nel 1942 furono effettuati esperimenti col bacillo dell’antrace, è rimasta contaminata e inaccessibile fino al 1988″.

Le armi batteriologiche includono il Vibrio coleraYersinia PestisBacillus anthracis ed altre specie meno pericolose ma patogene come Salmonella typhi e Staphylococcus aureus. Gli organismi rickettsiali sono parassiti intracellulari umani e alcuni possono essere usati nella guerra biologica come il Rickettsia prowasecki, l’agente del tifo.
Le due principali tossine associate alla guerra biologica sono Botulinum e Clostridium perfringens. La tossina del botulino è molto potente e porta a paralisi respiratoria e conseguente asfissia, mentre il Clostridium perfringens posta a cancrena gassosa, che causa necrosi.

Ora è opportuno che tutti gli Stati, gli eserciti e i servizi segreti lavorino per superare la pandemia, ma bisogna anche riflettere sul tema delle armi batteriologiche: è giusto che alcuni stati possano mettersi a tavolino a studiare armi dagli effetti che ormai tutti conosciamo?