Incidenti col trattore: due nelle ultime ore in Trentino

I mezzi agricoli guidati con patenti o patentini restano causa di incidente

Con la ripartenza dei lavori in campagna post Covid ripartono anche i dati statistici della movimentazione mezzi, portando con sé incidenti agricoli: ieri un uomo di 79 anni della Valle del Vanoi è rimasto ferito mentre faceva della manutenzione al trattore, è stato soccorso con l’elicottero e trasportato all’Ospedale santa Chiara dove sono state riscontrate delle fratture a gambe e bacino, ma sarebbe fuori pericolo.

Il mezzo si era messo improvvisamente in movimento e lo aveva travolto, ma l’uomo è sempre stato cosciente. Soccorso in località Zortea dai Vigili del Fuoco è stato poi portato a Trento.

Tragedia invece per un agricoltore di Bresimo, di 57 anni che ha perso la vita stamattina, sempre a causa di un incidente con il trattore. L’uomo è rotolato con il mezzo lungo la scarpata prativa ed ha perso il controllo del mezzo agricolo. Soccorso dai Vigili del Fuoco di Baselga non è riuscito a cavarsela perché è sbalzato dal mezzo.

Ribaltamento, manutenzione e distrazione sono le principali cause statistiche di una serie di sinistri, a volte gravissimi, che non si risolvono con il patentino. Ormai gli agricoltori sono muniti di patenti e di patentini.

In agricoltura le cinque cause di mezzi incidentati sono: il ribaltamento del trattore o del rimorchio (24 per cento) che causano più spesso la morte dei passeggeri, il maldestro comportamento degli altri utenti della strada (20 per cento) in sorpasso o nei casi di intersezione dove si possono verificare frontali letali e schiacciamenti dei mezzi pressoché completi, la scarsa visibilità dovuta ad allestimenti con grandi operatrici portate o trainate (15 per cento) che comportano un aumento anche del lavoro complessivo quando si supera il rischio prevedibile.

A questi si aggiungono l’insufficiente manutenzione del mezzo o un mezzo obsoleto privo di certe misure di sicurezza anti rovesciamento, cinture, dispositivi moderni e cicalini, etc (13 per cento) e molto più raramente l’inadeguatezza o la disattenzione dell’operatore agricolo (11 per cento).