Con l’isterismo normativo non si convive con Covid 19

Bolzano cambia ancora idea e decide di chiudere bar e ristoranti per evitare lo scontro con il governo nazionale, il tutto dopo che si era prevista l’apertura anche in orario serale. Quanto emerge in queste ultime ore è una dimostrazione di come questa emergenza sia gestita alla giornata, senza alcuna programmazione in vista dei prossimi mesi. Nessuna critica nei confronti della Giunta di Bolzano, ma una critica nei confronti di coloro che sfruttano le piccole prese di posizione per cercare il più bello del reame. In questo caso a farne le spese è stata la Provincia Autonoma di Trento che non si era adeguata all’idea dei cugini di Bolzano, ma gli esempi sono tanti. Un altro esempio in merito riguarda quello dei tamponi rapidi.

Il Presidente Fugatti era stato criticato per non aver pubblicato i tamponi rapidi, una critica che era diventata una vera e propria accusa nei confronti della gestione dell’emergenza da parte dell’Azienda Sanitaria Provinciale. Eppure l’ultimo rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità ha certificato che metà delle regioni comunicano dati pari a zero. E noi qui in Trentino permettiamo che qualcuno definisca “bari” i nostri esperti.

Ma queste sono solo polemiche strumentali, utili per il proprio piccolo tornaconto elettorale in cui si cerca di presentare la realtà in modo diverso. La vera questione riguarda la gestione dell’emergenza, che spesso neanche in Trentino viene affrontata con lungimiranza e un esempio ha riguardato la ventilata ipotesi – presentata dal Governatore Fugatti – di vietare l’accesso alle seconde case. Una decisione che sarebbe profondamente sbagliata e che equiparerebbe il Governatore a tutti coloro che in questo periodo ancora non si sono accorti che il problema non può essere risolto nel giro di un mese, ma in un arco temporale di anni, salvo ovviamente che questo virus decida di scomparire per i fatti suoi. Avvenne così nel caso della Spagnola e della Peste, quindi la speranza in questo caso davvero è l’ultima a morire.

Servono quindi norme certe, accompagnate da un rigoroso sistema di controlli. È infatti assurdo che si vietino gli spostamenti tra regioni quando non vengono poi effettuati controlli, è ingiustificato l’obbligo di distanziamento sociale nei bar e ristoranti quando nessuno controlla così come non è giustificata l’assenza di rigidi protocolli per quei centri commerciali che all’interno hanno lavoratori a tempo determinato che vogliono solo lavorare. Si dovrebbero accettare metodologie di prassi per il distanziamento sociale che possono non piacere? Si devono far piacere e sul punto vi è poco da discutere anche perché l’alternativa è una continua produzione normativa che ha solo come scopo quello di generare confusione, panico e crisi economica senza affrontare il vero problema: questo virus non scomparirà con la primavera.

M.S.