Caso Savoi. Politicamente corretto Vs. presunto sessismo: davvero è un tema importante?

Alla fine la vicenda delle cosiddette “frasi sessiste” di Alessandro Savoi si è risolto con le dimissioni di quest’ultimo dal ruolo di Segretario Questore del Consiglio regionale del Trentino – Alto Adige che comporta un’ovvia sconfitta per l’immagine della Lega a livello locale e la creazione di un pericoloso precedente.

Una vicenda, quella relativa alle frasi usate da Savoi in occasione della fuoriuscita di due Consigliere provinciali e di uno comunale, abilmente cavalcata da una sinistra che ha avuto gioco facile nei confronti di un avversario il quale ha giocato l’intera partita in difensiva, anzi dando proprio all’avversario la possibilità di imporre le sue idee a partire da quelle dimissioni da Presidente della Lega Salvini Trentino che hanno mostrato un partito debole.

Precisiamo bene: qui non si intende difendere chi usa frasi sessiste, non è questo lo scopo dell’articolo, piuttosto si cerca di capire se effettivamente siano sessiste tali frasi, dato che il riferimento alle due Consigliere non è del tutto certo. Può starci una reprimenda in merito all’uso inopportuno di parole che non dovrebbero essere pronunciate da un Segretario Questore, ma è altresì vero che si deve ben soppesare il significato delle parole e il contesto in cui queste sono state dette. Vi sono ben altre situazioni da condannare, non certo una figura storica della Lega che pubblicamente si infuria per l’uscita dal suo partito di tre eletti. In parte, persino alcune frange della sinistra lo hanno detto, nel momento in cui la Lega ha avallato il caso politico. Del resto gli effetti politicamente concreti sono stati una messa in difficoltà della maggioranza e un’ottima vetrina per Fratelli d’Italia, che si è mostrata come una vera e propria forza moderata, saggia e inclusiva (non sempre in politica è un valore).

Già perché in questa vicenda a uscirne meglio è stato proprio il partito di Giorgia Meloni il quale si è trovato di fronte a una situazione incredibile ai propri occhi: mostrarsi come forza contro la dittatura del politicamente corretto, occultandoil passaggio di due consigliere provinciali, elette con i voti leghisti, al loro partito, in un’atto di vero e proprio attacco alla Lega e anche alla tenuta dello stesso centrodestra.

Quindi, cui prodest? La Lega ha mostrato solo debolezza e incapacità di gestire uno scivolone di un suo esponente di punta, nonostante gli “uomini forti” attualmente siano tutti di riferimento della “nuova era” fugattiana; la sinistra non ne ha tratto beneficio perché le vittime dell’attacco erano due consigliere di Fratelli d’Italia; i media hanno avuto poco da speculare dato che il caso si è politicamente risolto in pochi giorni. Una sconfitta collettiva, a vantaggio di un partito che, all’opposizione in regione e sul nazionale, aveva solo bisogno di visibilità e la ha ottenuta meritandosela.

Resta il dubbio in merito all’essere eletti in uno schieramento e “saltare” in un altro in barba alla scelta degli elettori che hanno voluto quel nome in quel preciso partito; atteggiamento certamente di centro-destra (o centro-sinistra? Oggi le distanze sono risicate) ma poco affine alla Destra.

Raimondo Frau