Il cerino, la pentola, ed il Presidente.

Parliamoci chiaro: sarebbe stato meravigliose se, Mattarella, avesse fatto trovare il portone del Quirinale chiuso quando, i capogruppo del Parlamento, si sono recati da lui metaforicamente in ginocchioni rendendo palese la loro incapacità agli occhi degli italiani e del resto del Mondo.

Viceversa, il buon Sergio già col pensiero al buen retiro, pare avrebbe allargato le braccia sconsolato, mormorando: ecco cosa succede quando si vota alla azzo! Pensiero fantasioso di chi scrive, s’intende, il nostro Presidente non credo che abbia nelle sue corde esternazioni volgari. Nulla toglie, come Stato, che abbiamo fatto una figura pessima, altro che balle!

Ed il centro destra ci ha messo del suo e pure tanto, eccome! A qualsiasi osservatore non sarà sfuggito il balletto delle nomine last minute, con nomi tirati fuori più dal cilindro di un prestigiatore che per serena convinzione, eppure di tempo ne hanno avuto a disposizione. Fin troppo! Non voglio pensare a 7 anni di tempo, ma cercare un accordo nell’ultimo giorno possibile offende l’intelligenza anche del più sprovveduto degli osservatori. Tra tutti s’è salvato il partito di Giorgia ma fino ad un certo punto, lasciatemelo dire: Giorgia Meloni non ha avuto il carisma, verso gli alleati, di imporre la sua scelta e dopo aver accettato la sciagurata prova sulla pelle di Elisabetta Casellati aveva il diritto dovere di alzare la voce proponendo un nome forte, che non è Nordio, pur con tutto il rispetto dovuto verso una figura degna di rispetto, ma bensì Guido Crosetto.

Quel Crosetto capace di prendere ben 115 voti avrebbero dovuto fungere da campanello, ma in un centrodestra di sordi non sono stati capaci di udire. Adesso sono rimasti col cerino in mano ed una pentola bollente dove sarà difficile buttare una pasta nuova. Però, se Sparta piange, Atene non rida!

Mi riferisco alla sinistra ed ai pentastellati. Incapaci di proporre un nome che sia uno, con la pessima figura ai danni di  Elisabetta Belloni –sarà lei-contro ordine-non è più lei- ha lasciato ben intendere la pochezza del resto della ciurma.

Almeno concedeteci un favore: evitate di ripetere che l’abbiate fatto per noi poiché, fosse per noi, sareste tutti a casa.

Marco Vannucci