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Economia

Il prezzo del gas vola. Interessanti prospettive dal mercato USA

Il prezzo del gas sale ai massimi del nuovo periodo. Per quale motivo? La notizia che ha fatto salire nuovamente il prezzo è la notizia della Russia di chiudere il North Stream 2 per due/tre giorni per ‘manutenzione’. Qui in Europa non si crede sia questo il motivo, ma una sorta di vendetta di Putin per controbilanciare le sanzioni dell’Unione europea.

Se alla fine la Russia decidesse di chiudere del tutto i rubinetti del gas, l’Europa riuscirebbe comunque a superare (quasi) tutto l’inverno grazie alle riserve accumulate.

Intanto i dati dell’indice manifatturiero pubblicati in Germania la scorsa settimana sono stati peggiori di quanto gli analisti si aspettassero. L’aumento del 37% dell’energia rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso appesantisce in qualche modo le prospettive per il futuro. Ma già il 12 ottobre potremmo effettivamente scoprire con i nuovi dati se l’inflazione ha smesso di galoppare in Europa. Le aspettative puntano verso un rallentamento dei prezzi come sembra stia accadendo in anticipo negli Stati Uniti.

Al contempo vi sono buone notizie dato che per molti analisti il mercato statunitense ha già scontato l’inflazione e presto si trasformerà in crescita. Soprattutto sui titoli di crescita che sono stati tra i più pesantemente penalizzati nel 2022. – Il cambio euro dollaro ha toccato di nuovo la parità e questo per coloro che acquistano azioni statunitensi in euro è un ottimo segnale. Agosto è per eccellenza un periodo di bassi volumi. Siamo a fine mese e questi potrebbero essere gli ultimi giorni con volumi così bassi.

La Banca centrale cinese ha infine abbassato alcuni dei suoi tassi chiave per sostenere un’economia colpita dalle restrizioni anti-Covid e dalla crisi immobiliare, confermata dalla pubblicazione di alcuni indicatori che a luglio si sono rivelati deludenti. La crescita economica nella zona euro nel secondo trimestre è stata rivista al ribasso leggermente allo 0,6% rispetto al trimestre precedente, che rimane una leggera accelerazione, mentre l’occupazione ha perso slancio nello stesso periodo (+0,3%), secondo i dati di Eurostat .

L’inflazione nel Regno Unito è balzata a luglio al 10,1% in un anno, superando l’asticella simbolica di un aumento dei prezzi a doppia cifra che promette di aggravare un po’ di più la crisi del costo della vita. L’alimentazione è aumentata in particolare a luglio. Il più grande fondo sovrano del pianeta, quello norvegese, ha perso circa 1680 miliardi di corone (165 miliardi di franchi svizzeri) nel primo semestre, appesantito in particolare dai titoli tecnologici, ha annunciato la Banca di Norvegia.

M.S.

Secolo Trentino