Ambiente

Trivelle: il governo Meloni impone nuove misure per frenare la dipendenza energetica da Mosca

L’attuale crisi energetica ha imposto al governo Meloni di varare nuove alternative per aumentare il livello di autonomia in merito ai combustibili fossili. Nel tentativo di ridurre le forniture energetiche da Mosca, il governo italiano ha presentato un nuovo emendamento all’interno del decreto Aiuti; esso consentirà l’utilizzo di nuove trivelle per l’estrazione di gas naturale al largo delle coste italiane.

Le nuove misure mirano anche a facilitare le concessioni delle richieste già presentate e a prevedere nuove autorizzazioni, arrivando ad offrire fino a 2 miliardi di metri cubi di gas alle aziende a prezzi calmierati a partire da gennaio 2023.

Uno dei requisiti fondamentali per i titolari di queste concessioni risulta essere la presentazione di analisi e monitoraggi al fine di dimostrare la completa assenza di rischi per l’ambiente.

In deroga al D.lgs. n. 152/2006 l’estrazione di idrocarburi è quindi consentita “nel tratto di mare compreso tra il 45° parallelo e il parallelo passante per la foce del ramo di Goro del fiume Po, a una distanza dalle linee di costa superiore a 9 miglia”.

Rispetto al Referendum del 2016 in merito alle trivellazioni nei mari italiani, le posizioni dei partiti che ora detengono la maggioranza al governo sono sostanzialmente mutate; questo drastico cambiamento è da ricercare nelle rinnovate condizioni economiche e politiche che lo scacchiere internazionale ha imposto.

Mattia Nadalini

Riguardo l'autore

Mattia Nadalini

Dopo essersi laureato in Studi storici e filologico letterari, oggi frequenta il corso di laurea magistrale in Scienze storiche.
Appassionato di cultura e sport, in particolare calcio e formula 1, dal 2020 scrive saltuariamente sulla propria pagina Instagram "Il simposio del calcio".

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