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Il Post-It di Marco Vannucci: arrestato Matteo Messina Denaro


L’ultimo boss della mafia è stato arrestato stamani mattina, intorno alle 9, preso all’interno di una clinica privata del capoluogo siciliano. Dopo 30 anni di latitanza finisce qui il percorso criminale di colui considerato la primula rossa della criminilità mafiosa. Legato a doppio filo con Totò Riina, ma così pure con i Bontade, Matteo Messina Denaro seppe imporre la sua presenza, all’interno della cupola mafiosa, immediatamente dopo l’arresto di “u curtu”. Con Riina divise la fase delle stragi, conosciute, sconosciute e nascoste, per fortuna nostra ha diviso pure la coincidenza di essere arrestato lo stesso giorno, ovvero 16 gennaio, seppure a 30 anni di differenza. Criminale senza scrupoli, Denaro, capace di strangolare con le proprie mani una donna incinta, non merita altro di marcire in galera per il resto dei suoi giorni. Qui si chiude (finalmente!) l’avventura criminale dell’ultimo boss mafioso, ma se sarà l’ultimo non illudiamoci. Matteo Messina Denaro è stato arrestato a Palermo, nella sua città, evidentemente, in questi 30 anni di latitanza, non s’è mai mosso più di tanto ed è stato coperto da qualcuno e dall’omertà della gente. Per questo non illudiamoci, “a da passà a nuttata”, così ripeteva il grande Eduardo De Filippo nella celebre commedia Napoli milionaria. Adesso prepariamoci al balletto del merito ed al contro balletto dei denigratori. Ci sarà chi esalterà questo Governo e chi dirà è stato il frutto del precedente; chi ricorderà Salvo Lima ed Andreotti (ma che c’entra?), e chi dirà di essere stato l’autore delle leggi più ferree contro la mafia. Prepariamoci. In questo valzer non ballo ma se proprio devo ricordare i meriti della lotta contro la mafia, cito soltanto questi: il Prefetto Mori, Giovanni Falcone, Paolo Borsellini, il Capitano Ultimo e tutta l’Arma dei Carabinieri d’Italia. Punto
Marco Vannucci

Secolo Trentino