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Guerra Ucraina. Per il generale Li Gobbi: ” non c’è da nessuna delle due parti la capacità di portare avanti azioni risolutive”

Antonio Li Gobbi, generale già direttore delle Operazioni allo Stato Maggiore della NATO a Bruxelles, è intervenuto nella trasmissione “L’imprenditore e gli altri” condotta da Stefano Bandecchi in onda su Cusano Italia Tv per parlare, tra le varie, della Guerra in Ucraina e della situazione generale europea ed internazionale.

Antonio Li Gobbi, generale già direttore delle Operazioni allo Stato Maggiore della NATO a Bruxelles, è intervenuto nella trasmissione “L’imprenditore e gli altri” condotta da Stefano Bandecchi in onda su Cusano Italia Tv per parlare, tra le varie, della Guerra in Ucraina e della situazione generale europea ed internazionale.

Li Gobbi ha esordito proprio parlando della guerra in Ucraina, affermando: “Io la vedo che ovviamente ci sono livelli diversi: i principi sono sempre i principi, e la loro interpretazione può essere diversa. Poi c’è l’aspetto pratico: il conflitto o lo si vince o si è in grado di vincerlo, oppure si chiede una mediazione. Le vie sono due: o per i nostri principi siamo disposti a mettere risorse necessarie, oppure decidiamo che è più conveniente contrattare. È una scelta politica. Farlo da lontano, senza impegnarsi, come ha fatto l’Occidente, armiamoci e poi vediamo, abbiamo visto che non ha funzionato. Bisognerà decidere se seguire i principi, coinvolgere l’Alleanza, oppure trovare un accordo. Qualsiasi accordo non sarà mai di gradimento per tutti”.

Successivamente il generale si è soffermato anche sul piano proposto dalla Cina, specificando: “Ritengo molto interessante questo piano. È stato criticato per vari motivi, ma il piano intanto è stato presentato. La Cina è l’unico attore internazionale che ha la possibilità di esercitare pressioni per fare uno scambio do ut des con gli Stati Uniti, che sono parte del conflitto, seppur non belligerante, operando sotto diversi piani. Il concetto è molto vasto, ampio, generico e non potrebbe essere differentemente. Il grosso di questo piano è che non è un piano militare. È una bozza per bilanciare i rapporti internazionali. Entra in discussione tutto l’indo pacifico, si allarga anche il piano commerciale e le influenze cinesi in Africa e in America Latina. Il piano dà delle stoccatine sia alla Russia che agli Stati Uniti che all’Europa, in particolare dove condanna strumenti economici come strumenti di guerra. Ovviamente le sanzioni incidono sul commercio globale su cui si basa l’espansionismo cinese, ci sono due punti, il 10 e l’11. C’è un attacco alla politica dei blocchi, è una chiara condanna alla Nato. Ci sono riferimenti alla cooperazione nel continente euro asiatico. Ci sono piccole frasette che sono importanti. Non c’è niente sulla salvaguardia delle minoranze”.

Infine, concludendo il suo intervento, il generale Li Gobbi ha risposto alla domanda “Il capo di stato maggiore delle forze armate degli Stati Uniti, che giudica estremamente improbabile che l’Ucraina cacci le forze russe ma improbabile che la Russia raggiunga tutti i suoi obiettivi territoriali inizialmente dichiarati: condivide questa posizione?, dichiarando: “Se ha fatto questa dichiarazione si è basato sull’intelligence americana. Questo è quello che si evince dall’andamento di questo primo anno: non c’è da nessuna delle due parti la capacità di portare avanti azioni risolutive. Per il futuro ovviamente la Russia non avrà molto la capacità di incrementare la sua potenza in termini di mezzi, ma ha la possibilità di attingere alle truppe, poi non saranno motivati ma faranno numero. E in un tipo di guerra di attrito come questa, servono i numeri. L’Ucraina invece ha più possibilità di avere i mezzi. Gli ucraini hanno 11 tipi diversi di lanciarazzi, 20 tipi diversi di cingolati trasporto truppe, 20 tipi diversi di missili antiaerei, 11 tipi diversi di missili anticarro. Questo comporta un problema di organizzazione logistica e di comando. Questi mezzi sembrano più dati per dire “io ho dato questo” più che per il risultato finale. Così si mettono le truppe ucraine in una posizione difficile”.

Secolo Trentino