Da ormai dieci anni l’appuntamento estivo di Salvini a Pinzolo è diventato una tappa fissa nel calendario politico della Lega. Nato come festa di Bocenago, nel cuore della val Rendena, l’incontro negli anni ha avuto molteplici trasformazioni ma di sicuro un punto fermo rimane lui: Matteo Salvini. È in questo scenario, con le Dolomiti di Brenta sullo sfondo, che Matteo Salvini ha ribadito i capisaldi della linea politica della Lega: sicurezza, identità, grandi opere e un’Europa da riformare.
Il leader della Lega ha aperto il suo discorso con una riflessione sulla politica internazionale. Ha citato Donald Trump come esempio di pragmatismo: “Trump può avere modi bruschi, ma se riuscisse a portare Putin e Zelensky allo stesso tavolo, dovrebbero dargli tre Nobel per la pace”. E ha precisato: “Noi non siamo in guerra con la Russia. La storia, da Napoleone a Hitler, dimostra che chi invade la Russia finisce male. Io mi preoccupo più dei clandestini nelle nostre città che dei carri armati sovietici”.
Il tema della sicurezza è stato centrale: “Il pericolo per Milano, Parma o Bologna non viene da Mosca, ma dagli immigrati clandestini, spesso islamici, che ne combinano di tutti i colori. Abbiamo le nostre campane e i nostri campanili e non devono essere messi in discussione”.
Il cuore del discorso è stato però dedicato all’opera che più tra tutte interessa al momento il Vicepremier: il ponte sullo Stretto di Messina. In merito ha annunciato con fermezza: “L’anno prossimo i cantieri saranno finalmente aperti, dopo cinquant’anni di chiacchiere. Il ponte non è solo Sicilia e Calabria: è lavoro da nord a sud, un’opera di ingegneria unica al mondo. Chi sceglie la Lega sceglie l’Italia dei sì”. Per rafforzare l’importanza riguardante l’opera, Salvini ha ricordato l’Autostrada del Sole: “I nostri genitori la fecero in sette anni, nonostante allora ci fosse chi diceva che non serviva. Oggi nessuno immaginerebbe l’Italia senza quell’opera”.
Il leader leghista ha collegato il ponte anche al futuro dei giovani: “Troppi ragazzi, anche qui in Trentino, si diplomano o si laureano e poi vanno all’estero a cercare fortuna. Noi vogliamo un Paese che costruisca opportunità e che dia speranza ai ventenni”.
Non sono mancati i riferimenti all’Europa, riprendendo le recenti parole di Mario Draghi al Meeting di Rimini: “Draghi ha detto che questa Europa non conta niente. Ben arrivato. Lo diciamo da anni. L’Europa deve tornare a essere comunità economica, non un super-Stato che impone il Green Deal e obbliga a buttare via auto e trattori”.
In chiusura, Salvini a Pinzolo ha ringraziato la comunità trentina per l’accoglienza e ha sottolineato il valore politico dell’appuntamento di Pinzolo, un appuntamento che continua ad essere per lui nel cuore.

