Nella giornata di oggi le manifestazioni di protesta che hanno interessato diverse città italiane hanno avuto ripercussioni anche a Trento, dove il traffico è stato rallentato e la viabilità messa a dura prova. Tra gli episodi segnalati, quello di un’automedica rimasta bloccata in tangenziale a causa degli ingorghi creati dai presidi dei manifestanti.
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Sull’accaduto è intervenuto Alessandro Urzì, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia per il Trentino Alto Adige, che parla di “episodi gravissimi di interruzione di pubblico servizio e di violazione dei diritti costituzionali dei cittadini”.
Secondo l’esponente di FdI, non si sarebbe trattato di uno sciopero in senso tradizionale, ma di “un’occupazione dei diritti democratici della maggioranza da parte di una minoranza ideologica”. Urzì aggiunge: «Bloccare autostrade, scali ferroviari e circonvallazioni significa ledere il diritto al lavoro e alla libera circolazione di migliaia di famiglie e lavoratori».
Il deputato invita i cittadini a segnalare eventuali episodi alle autorità e annuncia che “sarà necessario verificare il numero delle denunce per interruzione di pubblico servizio”.
Nel suo intervento Urzì critica anche le motivazioni alla base della mobilitazione, che definisce “strumentali e ideologiche”, accusando la sinistra e alcune sigle sindacali di aver “abbandonato la difesa dei lavoratori per trasformarsi in cassa di risonanza di rivendicazioni extraparlamentari”.
Il parlamentare conclude ricordando che, a suo avviso, il governo guidato da Giorgia Meloni “è stato tra i più attivi a livello internazionale nel garantire aiuti umanitari a Gaza e nell’ospitare rifugiati palestinesi, tra cui bambini feriti e studenti universitari”.

