La montagna cittadina di Trento, in località Maranza, torna al centro delle polemiche dopo le segnalazioni di un presunto rave party non autorizzato svoltosi nelle ultime ore.
Nella giornata di ieri i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia, Daniele Demattè e Giuseppe Urbani, avevano parlato di “ennesimo sfregio al territorio”, denunciando la tolleranza del centrosinistra e i problemi legati alla sicurezza, con auto parcheggiate in modo selvaggio lungo la strada che porta al Rifugio Maranza, fino al rischio di impedire il passaggio dei mezzi di soccorso.
Sulla vicenda è intervenuto anche l’onorevole Alessandro Urzì, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia del Trentino Alto Adige, che ha annunciato di voler attivare gli strumenti ispettivi presso il Ministero dell’Interno per ottenere un quadro dettagliato delle azioni di identificazione messe in atto dalla polizia di Stato.
«Nulla osta al divertimento dei giovani, ma questo deve avvenire in una cornice di legalità – ha sottolineato Urzì – tanto più dopo il varo della normativa voluta dal governo Meloni che punisce chi occupa terreni privati o pubblici per raduni musicali non autorizzati, facendo il più delle volte scempio della natura e delle cose custodite».
Secondo quanto poi detto dallo stesso Onorevole i vigili del fuoco volontari sarebbero dovuti intervenire anche per spegnere falò accesi in radure boschive, con il concreto pericolo di innesco incendi.
Urzì ha espresso riconoscenza per l’attività silenziosa delle autorità di polizia, richiamando l’attenzione sull’importanza di un seguito giudiziario rigoroso: «Solo pronunciamenti severi da parte della Giustizia – ha concluso – possono diffondere una cultura della legalità e del rispetto verso la cosa pubblica e gli altri. Elementi del tutto assenti in queste manifestazioni clandestine».


