La tensione sul tema di Gaza si riflette anche nei talk show televisivi. L’ultimo episodio riguarda un acceso confronto — o meglio, un confronto mancato — tra Francesca Albanese, relatrice ONU per i diritti umani nei Territori palestinesi, e Francesco Giubilei, giornalista ed editore.
A raccontare la scena è stato lo stesso Giubilei, intervenuto su Radio Cusano Campus, nel programma “Battitori Liberi” condotto da Gianluca Fabi e Savino Balzano.
“Sono entrato a La7, ho detto buonasera e mi hanno risposto tutti tranne Francesca Albanese. È la terza volta che la incontro: la prima le chiesi come mai si fosse definita avvocato senza aver sostenuto l’esame, la seconda se considerasse Hamas un gruppo terrorista — mi rispose di no. Questa volta, appena ho citato la senatrice Liliana Segre, si è alzata ed è andata via”, ha raccontato Giubilei.
Il giornalista ha spiegato che il momento di rottura sarebbe avvenuto nel corso di un dibattito dedicato al tema del genocidio a Gaza.
“Sembra che questa signora non accetti il contraddittorio — ha proseguito — Si è innervosita perché c’era una figura che non la pensava come lei. Ho citato la senatrice Segre per ricordare che su questo tema esistono anche voci diverse e autorevoli. Negli ultimi mesi, se ci fate caso, le opinioni della Segre vengono totalmente silenziate”.
Giubilei ha poi criticato duramente la reazione dell’Albanese:
“È grave che in un talk show ti alzi e te ne vada mentre un’altra persona parla, ma è doppiamente grave se lo fai mentre viene citata Liliana Segre, una donna di 95 anni internata ad Auschwitz, che ha vissuto l’Olocausto. Albanese — ha aggiunto — in un’intervista ha detto che il dolore della Segre non la rende lucida sul genocidio a Gaza. Siamo alla mitomania di un personaggio che si permette di dare lezioni su cosa sia un genocidio a chi lo ha vissuto sulla propria pelle”.
Infine, Giubilei ha concluso con un appello alla misura:
“La cosa che mi spaventa è che l’Albanese sia stata portata avanti da un certo mondo come un’eroina. Io non la giudico e la perdono, ma l’importante è che non si ripetano episodi del genere”.


