martedì, Febbraio 10, 2026
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Steven Tyler vs Cotronei: dove sono i soldi?

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Nel 2022, il Comune di Cotronei ha ricevuto dalla Regione Calabria un finanziamento di 1 milione e 300 mila euro per la creazione di un museo della musica dedicato a Steven Tyler, frontman degli Aerosmith. Questa iniziativa, accolta con entusiasmo dal cantante e dalla sua famiglia, prevedeva l’ubicazione del museo presso Palazzo Bevilacqua, l storico edificio dove aveva vissuto il nonno di Tyler. Il progetto prometteva non solo una significativa valorizzazione culturale per Cotronei, ma anche un concerto live di Steven Tyler in occasione dell’inaugurazione, che avrebbe attratto visitatori da ogni parte del mondo.

Tuttavia, la situazione ha preso una svolta drammatica quando Tyler ha appreso che il Comune aveva cambiato radicalmente i piani. La nuova location scelta per il museo era un magazzino privato situato alla periferia di Cotronei. Per acquistare questo immobile, il Comune aveva speso 120 mila euro di fondi pubblici, destinati a un proprietario privato, sollevando immediatamente preoccupazioni legate alla trasparenza e alla gestione delle risorse.

Steven Tyler, attraverso suo cugino e avvocato Nino Grassi, ha reagito con fermezza. Ha diffidato ufficialmente l’amministrazione comunale dall’utilizzare il suo nome e ha sporto un esposto alla magistratura, dando inizio a un’inchiesta condotta dalla Procura di Crotone. Le indagini hanno rivelato un sistema di malaffare che coinvolgeva 15 indagati, tra cui funzionari pubblici e privati, con accuse che spaziavano dalla corruzione elettorale all’estorsione, fino al falso ideologico.

Le dinamiche

Il sindaco dell’epoca, Nicola Belcastro, e Antonio D’Urso, responsabile del settore Opere Pubbliche, sono stati al centro delle indagini. Si sospetta che abbiano dichiarato falsamente alla Regione Calabria che i proprietari di Palazzo Bevilacqua non erano disposti a cedere l’immobile, giustificando così lo spostamento del progetto. Tuttavia, le indagini dei carabinieri hanno appurato che non era stata mai formalizzata alcuna proposta d’acquisto. Inoltre, D’Urso avrebbe indotto in errore la giunta comunale, presentando il capannone privato come se fosse un bene espropriato.

Ironia della sorte, dalle ultime sedute consiliari è emerso che i proprietari di Palazzo Bevilacqua si sarebbero addirittura mostrati disponibili a donare l’immobile al Comune, evidenziando ulteriormente l’assurdità della situazione. Questa vicenda rappresenta un esempio emblematico di come opportunità culturali e finanziamenti pubblici possano essere compromessi dalla corruzione e dall’interesse personale.

Fonte: MSN web

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