«Questo sistema è uno dei punti di forza della nostra Autonomia». Con queste parole il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti ha presentato il dispositivo di Protezione civile messo in campo in Val di Fiemme per le Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026. Un sistema che vedrà impegnati oltre 1.600 operatori, di cui più di un migliaio volontari provenienti da tutto il Trentino.
Il cuore dell’organizzazione è la Sala operativa provinciale allestita presso la caserma dei Vigili del fuoco volontari di Cavalese. Da qui verranno coordinate le attività di monitoraggio dei rischi – dalle condizioni meteo alle valanghe, dagli incidenti stradali alla gestione dei flussi di persone – e le eventuali emergenze sanitarie, tecniche o ambientali. Per Fugatti, la scelta di attivare una sala operativa fuori da Trento ha anche un valore simbolico: «È un esempio concreto dell’Autonomia che si realizza sul territorio», grazie alla collaborazione tra Protezione civile e forze dell’ordine locali e nazionali.
Ma dietro la cabina di regia c’è soprattutto una rete capillare di volontari. Dal Soccorso Alpino e Speleologico del Trentino alla Scuola Cani da ricerca e catastrofe, dai Nu.Vol.A. (Protezione civile Ana Trento) ai Vigili del Fuoco Volontari, dalla Croce Rossa Italiana – Comitato di Trento agli Psicologi per i popoli, fino all’Associazione nazionale Carabinieri e agli Scout: un mosaico di competenze che garantirà sicurezza, assistenza e supporto logistico durante i Giochi.
La componente più numerosa è quella dei Vigili del fuoco volontari, impegnati negli stadi di Predazzo e Tesero per il soccorso tecnico urgente e la vigilanza antincendio. Dalla Sala operativa sarà pronto a intervenire anche un mezzo pesante come l’autogru per situazioni particolarmente complesse, mentre contingenti dai distretti provinciali presidieranno i percorsi di accesso agli impianti.
La gestione dei flussi di persone sarà un altro tassello chiave. L’ordine e la sicurezza in entrata e in uscita dalle sedi di gara saranno presidiati dalla Croce Rossa, mentre i percorsi pedonali tra parcheggi e impianti saranno affidati al Soccorso alpino e speleologico. Gli operatori controlleranno che, al termine delle competizioni, non rimangano persone lungo i camminamenti e saranno pronti a intervenire per il recupero di eventuali infortunati, tra atleti e spettatori.
Fondamentale anche il lavoro meno visibile ma indispensabile. All’ex maneggio di Predazzo i volontari dei Nu.Vol.A. gestiranno la mensa al servizio del personale coinvolto nei Giochi, con una cucina in grado di preparare oltre mille pasti al giorno. La Scuola Cani da ricerca sarà pronta a intervenire in caso di persone scomparse, mentre gli Psicologi per i popoli offriranno supporto alla Sala operativa e a chi dovesse averne bisogno. A completare il quadro l’Associazione nazionale Carabinieri e i giovani Scout, impegnati nelle attività logistiche e di gestione delle presenze.
«Siamo sotto gli occhi del mondo – ha sottolineato Fugatti – e se tutto funzionerà al meglio sarà merito del lavoro che si svolgerà in questa sala e dell’impegno dei tanti operatori coinvolti».

