Paralimpiadi, la polemica: sono come le quote rosa?

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I Giochi Paralimpici non sono ancora esattamente inseriti nel sentire comune come una parte componente fondamentale delle Olimpiadi, perché molti stentano a percepirne l’aspetto della libertà e del diritto e questo per colpa della stampa, degli sponsor e della promozione di questo evento. Sono un appuntamento di fondamentale importanza nel panorama sportivo e sociale globale. Al di là dell’eccellenza atletica, sono un potente strumento di inclusione e trasformazione culturale, che ha radici nel 1960 alle Paralimpiadi di Roma. Un tempo erano “4 gatti” perché lo sport per tutti non era la normalità. Oggi lo sport per tutti è la norma.

Le Paralimpiadi fanno competere mettendo in luce le capacità atletiche d’élite degli atleti con disabilità, sono l’unica opportunità di competere ad altissimi livelli. Questa vetrina contribuisce a ribaltare stereotipi e percezioni limitanti: la disabilità, infatti, non è più vista come una condizione di debolezza o esclusione, bensì come una dimensione in cui la forza, la determinazione e il talento possono esprimersi pienamente.

Una ricerca post Giochi di Londra 2012 ha evidenziato come una persona su tre abbia modificato il proprio atteggiamento nei confronti delle persone con disabilità proprio grazie all’impatto mediatico e sociale generato dalle Paralimpiadi. Molto spesso si cambia la percezione di un evento nel momento in cui lo si vive. Esercitarsi e allenarsi nello sport insieme alle persone disabili che si allenano, aiuta a capovolgere completamente l’idea che chi è malato o chi ha una menomazione non sia uno sportivo nello stesso identico modo in cui lo è chi non la ha.

Un diritto per le persone diversamente skillate

Oltre all’aspetto simbolico, le Paralimpiadi svolgono un ruolo cruciale di sensibilizzazione e advocacy. Essi stimolano una maggiore attenzione verso le esigenze delle persone con disabilità, incoraggiando progressi concreti in termini di accessibilità negli spazi pubblici, nelle strutture sportive, e più in generale nella società. La legislazione in molte nazioni ha beneficiato di questo slancio positivo, con misure volte a garantire una piena partecipazione sociale e culturale. Molte strutture non erano adeguate ad accogliere le varie tipologie di necessità, attualmente le cose sono molto cambiate e le strutture antiquate che non hanno tecnologia sono molto poche.

Le Paralimpiadi sono in gesto sportivo

Dal punto di vista personale e collettivo, gli esempi offerti dagli atleti paralimpici sono fonte di ispirazione per milioni di persone in tutto il mondo, dal punto di vista organizzativo, le Paralimpiadi sono strettamente collegate alle Olimpiadi. Dal 2000, grazie all’accordo “una candidatura, una città”, la città che ospita i Giochi Olimpici è tenuta a organizzare anche le Paralimpiadi, con la condivisione di sedi, infrastrutture e servizi, quali il Villaggio Olimpico e il sistema di trasporto pubblico.

Questa cooperazione strutturale tra il Comitato Internazionale Paralimpico (IPC) e il Comitato Olimpico Internazionale (CIO), pur mantenendo una gestione distinta, dimostra la possibilità di sinergie vantaggiose sotto diversi profili.

Purtroppo le iniziative non possono essere unite, non ancora

Nonostante questa vicinanza operativa e simbolica, vi è un dibattito acceso circa l’opportunità di unificazione totale delle due manifestazioni. Da un lato, l’integrazione più completa potrebbe favorire una maggiore visibilità mediatica e un miglior posizionamento commerciale delle Paralimpiadi, ampliando il pubblico e valorizzando ulteriormente il messaggio di inclusione.

Non la pensano in questo modo molti sponsor, che non sono disposti a cedere l’investimento della doppia rilevanza, perché vanno a perdere una intera fetta di mercato, le famiglie, che è molto importante, perché i messaggi sono differenziati. I quotidiani, che lasciano pochissimo spazio allo sport per tutti, non ne parlano mai durante l’anno, si accaniscono solo in questi giorni, ma giudicando dalle presenze, non se ne occuperebbero affatto. Gli spettatori, che sono assenti alle competizioni dedicate a parte al plesso disabilità, tanto che anche i costi dei biglietti per le iniziative sono a livelli infinitamente più bassi.

Cambiando la mentalità

Ma allora, ci sono evidenze di un miglioramento nell’inclusione? Sì, ci sono: il fatto che un atleta disabile possa fare lo sport e gareggiare ai massimi livelli perché esistono le domotiche e la tecnologia è uno dei passi, manca solo di capire se, un giorno, potranno essere celebrate in contemporanea, non insieme materialmente, ma semplicemente in contemporanea, perché è triste accendere e spegnere le fiaccole della diversità, se stiamo cercando di dire che i diritti sono uguali per tutti. Probabilmente, grazie alle Olimpiadi diffuse, sarà possibile accorpare gli eventi, rendendoli meno ghettizzanti.

Sono passati molti anni da quella prima edizione, in questa edizione invernale le Paralimpiadi hanno brillato per la presenza di atleti di una bravura incommensurabile, si sono distinte per la partecipazione di tutte le nazioni, anche quelle escluse dalla prima parte dei Giochi, sono state importanti per capire di che pasta siamo fatti, probabilmente ci saranno future edizioni diverse, con accorpamento delle date, ma non certo delle gare, sarebbe molto pericoloso per gli atleti supportati dalla tecnologia meccanica, trovarsi nella bolgia della gara di massa.. bisogna essere pragmatici e prendere atto che prima di tutto c’è il diritto alla sicurezza. Che però lo spegni accendi della fiaccola, che potrebbe restare accesa da principio a fine. Il pubblico risicato. La scarsa evidenza in TV e in cronaca. Una separazione delle pubblicità.. che tutto questo sia di una tristezza avvilente, certo che sì.

MC

martinacecco
martinacecco
Giornalista pubblicista e facebook blogger. Scrivo per Donnissima il blog in rosa dal 2005. Dirigo Secolo Trentino e Liberalcafé. Laureata in Filosofia Politica presso l'Università degli Studi di Trento. Lavoro dal 2024 come PR e Merchandiser presso Eventi, GDO, Retail e Ristorazione. Collaboro con YouGov per il monitoraggio degli andamenti di mercato come Data Insert. Ho concluso un mastering post laurea, la Scuola di Formazione Politica presso la Fondazione Luigi Einaudi. Sto frequentando il Master in Giornalismo presso la RCS Business Academy, presso il Corriere della Sera.Nel tempo libero scrivo poesie, brevi saggi, innesti filosofici, pratico molto sport. Socio sostenitore di Secolo Trentino e Lodi Liberale, sostengo UNHCR per i rifugiati politici e alcune associazioni che pagano cure mediche per malattie rare e supporti tecnici per i disabili. :-)

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