La benzina rincara in tutta Italia dopo il nuovo intervento sulle accise, ma il dato più pesante arriva da Trento. Secondo l’elaborazione dell’Unione Nazionale Consumatori su dati Mimit, tra il 1° e il 5 maggio il prezzo medio della benzina nella Provincia autonoma è passato da 1,759 a 1,944 euro al litro: un aumento di 18,5 centesimi, pari a 9,25 euro in più per un pieno da 50 litri.
A denunciare l’effetto dei rincari è Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. «Una stangata ha colpito gli automobilisti che sono rientrati dal Ponte del 1° maggio», afferma Dona, sottolineando come, nello stesso periodo, il gasolio sia sceso di prezzo in tutte le regioni, mentre in autostrada sia salito di appena 0,1 centesimi.
Diversa la dinamica della benzina, che secondo l’UNC è aumentata di 17,2 centesimi in autostrada e di 17,1 centesimi nella media stradale, conteggiando anche Bolzano e Trento. Il costo aggiuntivo per un rifornimento da 50 litri è quindi rispettivamente di 8,60 e 8,52 euro.
Il record, però, spetta proprio a Trento. «La benzina rincara di 18,5 centesimi, più dei 18,3 centesimi attesi per il rialzo di 15 centesimi delle accise se il prezzo industriale fosse rimasto costante», spiega Dona. Subito dopo si collocano Toscana, Lombardia e Piemonte, con un incremento di 18 centesimi al litro, pari a 9 euro in più a rifornimento. Segue il Veneto, con +17,9 centesimi e un aggravio di 8,95 euro per un pieno.
Quanto ai prezzi in valore assoluto, dopo la rete autostradale, dove la benzina self arriva a 1,981 euro al litro, i livelli più alti si registrano a Bolzano, con 1,945 euro, poi a Trento e in Valle d’Aosta, entrambe a 1,944 euro, e in Calabria, a 1,940 euro.
Nella parte bassa della classifica dei rincari figurano invece Basilicata, con +15,5 centesimi, e Molise e Campania, entrambe con +15,1 centesimi al litro. Anche in questi casi, tuttavia, l’aumento pesa sul pieno: rispettivamente 7,75 euro e 7,55 euro in più per 50 litri.

