Hantavirus. Mattei: “Connessione possibile tra crisi energetica e quello che sta emergendo”

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“Inizia ad esserci una narrazione simile a quella del Covid, si vedono riemergere i famosi virologi con le loro strategie e le loro paure. Quei due anni terribili del Covid sono serviti sostanzialmente a smerciare vaccini sospetti da parte di Pfizer o Moderna. 17 miliardi di soldi nostri buttati dalla Commissione europea con dei contratti fatti online per un vaccino che non esisteva nel momento del virus. È evidente che gli interessi che una pandemia può favorire sono giganti. Nulla è più come prima del 2020, la nostra vita è cambiata, adesso è tutto sempre su piattaforme Zoom. Lo spostamento dalla vita materiale a quella online ha avuto un’accelerazione impressionante e noi ci dimentichiamo che essere spostati dalla vita ordinaria alla vita online significa essere spostati da uno spazio di libertà ad uno di controllo e sorveglianza”.

Sono state queste le parole di Ugo Mattei, giurista e docente universitario, su Radio Cusano, intervenuto nel corso del programma “Battitori Liberi”, condotto da Gianluca Fabi e Savino Balzano.

Mattei, successivamente, ha ulteriormente aggiunto: “Bisognerebbe avere un minimo di capacità di guardare i dati, la mortalità, cosa è successo nei Paesi che hanno utilizzato strategie più restrittive, quindi tipo lockdown, e nei Paesi che invece hanno utilizzato degli approcci più liberali, tipo la Svezia. Io ho la sensazione che intervenire in questo modo nei confronti delle pandemie, quando ci sono, dimostri semplicemente il delirio di onnipotenza dell’umano che crede di poter controllare la natura. La verità è che la gente nasce, muore, vive, abbastanza indipendentemente da queste politiche. Non c’è stato un aumento particolare del caso di mortalità a livello mondiale a causa di questa pandemia che ha bloccato il mondo per due anni. Sono tematiche che andrebbero guardate con umiltà, senza smania interventista, soprattutto quando le conseguenze dal punto di vista economico possono essere estremamente pesanti. Ci potrebbero essere delle connessioni tra la crisi energetica e questa roba che sta iniziando ad emergere, credo che spesso ci siano connessioni tra l’esposizione mediatica e allarmistica di determinate questioni e la situazione geopolitica internazionale che sta esplodendo. La strategia migliore è tenere la gente a cuccia, attraverso il modo più semplice e più rapido che è quello di fargli paura di morire”.

Infine, concludendo il suo intervento, il Prof. Mattei ha specificato: “Mentre quelli come me che avevano preso una posizione più critica nel periodo della pandemia hanno subito un’emarginazione culturale impressionante, ora c’è stata una rivalutazione di quelle posizioni. Dopodiché, che questo abbia portato le persone a rendersi conto di essere state prese in giro, io non lo so. Penso che ci siano alcune cose che non sono mai giustificabili e una di queste è utilizzare la logica emergenziale della paura per violare principi costituzionali fondamentali. Gli interventi anche drastici si possono fare, purché ci siano fondate ragioni di ritenere che queste emergenze siano basate su dati e non su narrazioni. Il livello di fiducia verso le nostre classi dirigenti è estremamente basso. In questo momento stanno studiando finalmente il nuovo piano pandemico, ma sarebbe importante che di queste cose si discutesse prima dell’emergenza, perché sono questioni che vanno affrontate con grande serietà. La fretta è cattiva consigliera”.

Redazione
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La Redazione di Secolo Trentino è il team editoriale del quotidiano online indipendente fondato nel 2013. Copriamo ogni giorno le notizie di cronaca, politica, economia e cultura dal Trentino e dall'Italia. Direttrice Responsabile: Martina Cecco.

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