“Il 9% della popolazione italiana è composta da immigrati, il 35% di questi commette reati. C’è una realtà che si vuole nascondere: la matrice delle azioni dei cosiddetti lupi solitari, coprendola dietro ai disturbi mentali. È una strategia mediatica che rischia di generare una pericolosa anestesia nell’opinione pubblica, con una rimozione sistematica della natura jihadista”.
A dirlo è stata la senatrice della Lega Elena Murelli, intervenuta ai microfoni di Dissocial, trasmissione in onda su Radio Cusano, tornando sul caso di Modena e sul dibattito legato all’integrazione e alla sicurezza.
Proseguendo nel suo intervento, la Senatrice ha poi sottolineato come, a suo giudizio, il disagio sociale non possa giustificare episodi di violenza estrema, aggiungendo: “Anche una persona italiana che non trova lavoro viene emarginata, però non si comporta in questo modo. Basta leggere quello che scriveva sui social: parlava di bruciare i cristiani e di superiorità della cultura araba rispetto a quella italiana”.
Successivamemte, nel corso dell’intervento, Murelli ha insistito sul tema dell’integrazione: “Ci sono persone immigrate che non sanno integrarsi, oppure persone che hanno ottenuto la cittadinanza ma continuano a percepirci come ostili. Questo dimostra che la cittadinanza da sola non è un veicolo di integrazione. Deve essere il punto di arrivo di un percorso serio, basato sul rispetto della Costituzione, della lingua e delle regole del Paese”.
Infine, la senatrice della Lega ha parlato anche delle criticità del sistema di sicurezza e del supporto psichiatrico, concludento: “Sono anni che la sicurezza di Modena è lasciata allo sbando. Se questa persona era seguita dal punto di vista psichiatrico e ha smesso deliberatamente le cure, allora significa che il sistema non ha funzionato. Allo stesso tempo bisogna interrogarsi anche sul ruolo dei social e delle piattaforme, che non hanno evidenziato segnali così gravi. Possiamo dire che è italiano finché vuole, ma se andiamo direttamente ad analizzare quello che scriveva, diceva “vorrei poter capire la grammatica delle persone come capisco le lettere arabe”. Lui andava direttamente a fomentare, a scrivere che la religione e la cultura araba erano superiori a quella italiana. Descriveva sé stesso come una persona capace di lottare. Se questa è una persona che è integrata da tutti i punti di vista, non mi sembra accettabile”.

