“Sono stato vittima di estorsione e ho subito la violenza mafiosa. La mia è una storia tipica di mafia: ho denunciato subito e mi sono fidato dello Stato. Le mie denunce hanno portato alle condanne definitive di molti criminali. I PM che si occupavano di questa indagine hanno deciso di farmi accedere, dopo la mia richiesta, alla legge 44/99. Si tratta del provvedimento che offre il risarcimento alle vittime e sospende gli adempimenti fiscali”.
A dichiararlo è stato Mauro Esposito, architetto, testimone di giustizia e autore de “Le mie due guerre”, intervenuto nella trasmissione Urto su Radio Cusano.
Proseguendo nel suo intervento, Mauro Esposito ha poi aggiunto: “Per ben tre anni dalla richiesta del PM, l’Agenzia delle Entrate non ha aderito alla sospensione, sostenendo che questa legge non funzionasse. In questo triennio, lo Stato ha continuato a taglieggiare la nostra società con more e interessi. Quando l’Agenzia delle Entrate ha finalmente ammesso l’errore, ha rifiutato di restituire gli interessi versati indebitamente, dichiarando: ‘Ormai li abbiamo incassati’. Allo scadere dei tre anni di sospensione, l’Agenzia delle Entrate ci ha detto: ‘Adesso ci devi restituire tutti i soldi che ti abbiamo sospeso, più quelli che dovevi pagare prima’. Di conseguenza, siamo stati pignorati dall’Agenzia delle Entrate perché non eravamo in grado di restituire quelle somme che ci erano state sospese”.
Esposito ha poi raccontato che la Cassa Ingegneri e Architetti non ha mai aderito alla norma, ritenendo che l’estorsione non sia un motivo valido per la sospensione dei contributi previdenziali: “L’unico errore che ho fatto è stato quello di denunciare e di fidarmi dello Stato. Io non mi batto solo per me, ma per tutti i testimoni di giustizia che si trovano nella mia situazione: persone perbene che si sono uccise o che non sanno come uscirne”.

