“Attualmente l’Europa dice che fino al 31 dicembre 2027 non si può attuare il sistema di videosorveglianza usando l’IA a livello pubblico, eccetera. Il governo sta chiedendo che, a livello di terrorismo e reati particolari, si possa usare questa tecnologia per prevenire un problema. Il governo vuole anticipare la moratoria che l’UE ha di default con l’IA. La dinamica non è tanto il sistema di videosorveglianza e di controllo, ma semplicemente come questi dati vengono gestiti, in mano a chi e perché”.
A dirlo è stato William Nonnis, analista per la digitalizzazione e l’innovazione presso la Presidenza del Consiglio, intervenuto su Radio Cusano, nel corso del programma “Battitori Liberi”, condotto da Gianluca Fabi e Savino Balzano.
Proseguendo nel suo intervento, Nonnis ha poi ulteriormente specificato: “Ci sono critiche infondate per un semplice motivo: la videosorveglianza nei paesi, nei comuni e nelle città esiste già prima dell’IA. L’IA, in più, ha la capacità strumentale di riconoscere il volto di una singola persona e capire se quei soggetti sono persone particolari che possono destabilizzare la società. Basta andare in aeroporto: ormai facciamo il check-in attraverso i sistemi di sorveglianza dell’Intelligenza artificiale. C’è una contraddizione anche a livello tecnico e a livello di sicurezza informatica dei dati. L’app Immuni lavorava tramite Bluetooth, uno strumento del nostro dispositivo abbastanza vulnerabile perché la gente potrebbe entrare nel nostro dispositivo e prendere informazioni. Il sistema di videosorveglianza è già esistente, l’IA serve solo a potenziarlo, perché ha una capacità computazionale che riesce a lavorare molto velocemente e ad aiutare la polizia e le forze dell’ordine”.
Infine, concludendo il suo intervento, l’analista per la digitalizzazione e l’innovazione presso la Presidenza del Consiglio, ha evidenziato: “Ad esempio, nelle manifestazioni, quando si arriva in una città per manifestare, alla stazione dei treni esiste già il sistema di videosorveglianza, non ci stiamo inventando nulla. Sta prendendo una forma sbagliata questa polemica, perché l’IA anticipa solo la possibilità delle forze dell’ordine di ricevere in tempo reale informazioni sulle persone. Tra l’altro è stato ribadito dal governo che dopo sette giorni questi dati verranno distrutti, non resteranno in maniera permanente. Dobbiamo scegliere cosa fare da grandi: se vogliamo la sicurezza dobbiamo anche implementare strumenti che ci permettano di averla. Metterla sul piano del fascismo e del comunismo non ha senso, stiamo ancora vivendo un’epoca di cinquant’anni fa ideologicamente fuori luogo. Faccio un esempio banalissimo: questi strumenti di videosorveglianza, visto che la gente pensa di dire che non siamo sorvegliati, sono all’interno delle nostre auto con i touch screen giganteschi, le telecamere, la sensistica. La gente deve prima informarsi, parlare a vanvera non ha senso. Consiglio la lettura del libro di Peter Thiel, signore che gestisce tutti i software di sorveglianza a livello globale”.

