Anche un cane può raggiungere la laurea: è successo a New York

Nel percorso evolutivo della specie il cane sembra compiere passi da gigante. Il 18 Dicembre un cane Golden Retriver di soli quattro anni  è riuscito a ricevere una laura “ad honorem” per il suo grande e fondamentale contributo nell’aiutare la padrona Brittany Hawley. Lei, venticinque anni, si è laureata  alla Clarkson University di Potsdam (New York) in terapia occupazionale, una disciplina riabilitativa che aiuta le persone con disabilità fisiche o psichiche a recuperare e a mantenere le proprie capacità. Brittany è una su una sedie a rotelle, e il suo traguardo sarebbe stato molto arduo da raggiungere senza l’aiuto del cane Griffin, essenziale in ogni momento della giornata. Svolgeva per lei svariati compiti tra cui quello di aprire le porte, accendere le luci e portarle gli oggetti indicati con un puntatore laser, oltre a un grande sostegno affettivo. I due lavorano in coppia,  e ognuno è indispensabile per l’altro. È stato addestrato per svolgere queste mansioni, ma ciò non toglie la straordinarietà nell’aiuto verso Brittany.

Un cane laureato fa riflettere sulle condizioni dell’uomo, quest’ultimo quasi raggiunto nelle facoltà intellettive. L’idea umanistico-storiografica, in cui l’uomo si innalza al di sopra del regno vivente per le sue straordinarie capacità della ragione, pare vacillare. Pico della Mirandola e Giannozzo Manetti, che vedevano nell’uomo una “macchina perfetta” e irraggiungibile, dopo secoli assistono ad una ribalta della loro teoria. In questo caso l’uomo non è invincibile e autosufficiente, ma ha avuto bisogno di un supporto animale. La macchina non è perfetta, e i guasti per essere aggiustati necessitano di un contributo esterno, in questo caso di un cane. La presunzione che non ci sia nessuno come l’essere umano va rivista, perché le facoltà sensoriali e intellettive non sono solo nostra prerogativa, ma sono proprie di qualsiasi vivente. Ciò non vuol dire che l’uomo è un animale (anche se tanti comportamenti folli lo rendono più bestia che essere umano), ma nemmeno che sia Dio sulla terra.

Fa scalpore che un cane salga in cattedra con una laurea, e sembra quasi declassare la validità di un titolo di studio. D’altro canto la ricerca scientifica non può ancorarsi a rigide regole su chi può o non può raggiungere certi meriti, deve andare di pari passo con l’evoluzione del mondo e della specie. La ricerca non deve essere statica, ma in continua mutazione ed evoluzione.

In particolari epoche (compresa quella in cui stiamo vivendo ora) in cui viene messa in discussione la capacità umana (dilagare delle guerre, precarietà della giustizia, crisi), spaventa il fatto che un cane possa ambire ad una laurea di specifica competenza umana, ed è più facile nascondere e premiare il frutto finale di un lavoro, dando per scontato che sia solo opera dell’uomo. È più difficile ammettere che la condizione umana stia retrocedendo, e che per poco non viene raggiunta da un cane. In questo caso la ricerca scientifica ha fatto un grande passo in avanti, avendo avuto il coraggio di riconoscere a un cane grandi competenze intellettive e sensoriali, di specifica competenza umana.