Nigeria, il primo caso di Sars-Cov-2 un italiano

Il Ministero federale della sanità nigeriano, presieduto da un sanitario, ha confermato il primo caso della malattia di Coronavirus (COVID-19) in Nigeria. Il caso da 18 ore aveva tenuto con fiato sospeso in quanto ci riguarda da vicino.

Dopo i due casi precedenti del turista in Brasile e del viaggiatore in Algeria ecco il caso del lavoratore in Nigeria. Partito da Milano per la Nigeria il 25 scorso si sentiva male. Ricoverato veniva sottoposto al test. In Europa a rimproverarci Nizza e Olanda. Nello sport gli Emirati Arabi. Italia verso un brutto affare ecomomico se il Governo non ripristina un minimo di equilibrio nel rendere conto degli effettivi controlli. Un virus non ha confini. Gli italiani sono un popolo di viaggiatori dai tempi di Amerigo Vespucci. Dove sarebbe la novita’?

Aeroporto Nigeria Lagos Muhamad duty free

Il ministro della Sanità, il Dottor Osagie Ehanire, ha confermato il caso in una dichiarazione ufficiale che viene riportata QUI.

Dopo una serie di riscontri la presa in carico e il Ministero nigeriano ha predisposto una breve ricerca per individuare tutte le persone venute in contatto con l’uomo e predisporre la quarantena.

In Italia hanno confermato la notizia anche VoxNews e Corriere della sera da pochi istanti.

ALA

È stato confermato dal tampone: dopo essere stato trovato positivo nel Laboratorio di virologia dell’Ospedale Didattico dell’Università di Lagos, parte della Rete di Laboratori del Centro per il controllo delle malattie della Nigeria (NCDC) veniva sottoposto a visite. La sua situazione sanitaria risulta buona e stabile.

L’ennesima occasione per attaccare dal punto di vista dell’immagine la nazione. Come era accaduto nella fase iniziale con la Cina.

Copertine contro la Cina inizio febbraio.

Tuttavia questa notizia cade come un macigno sulla nazione italiana che si trovava da due giorni sotto attacco da parte dei grandi media come BBC e CNN per le dichiarazioni del Premier Giuseppe Conte che – superficialmente – ha attribuito responsabilita’ epidemica agli ufficiali sanitari della Lombardia.

Un fatto che, per essere dichiarato, deve essere DIMOSTRATO.

In queste ore – nel frattempo – mentre a WuHan inizia un percorso quasi ottimistico per via del crollo dei contagi, il mancato risultato relativamente al veicolo del contagio e peggiorato dall’eziologia sta portando gli scienziati ad ipotizzare (dichiarazione in conferenza stampa diretta Tv del 27 scorso) che il virus non sia partito da li’.

Il noto pneumologo cinese Zhong Nanshan ha affermato di essere fiducioso che il nuovo focolaio di coronavirus sarà sostanzialmente sotto controllo entro la fine di aprile prossimo. Zhong ha formulato le sue osservazioni durante una conferenza stampa a Guangzhou, nel 27 febbraio. “Con le forti misure adottate dal governo centrale e gli sforzi congiunti compiuti dai medici in tutto il paese, siamo fiduciosi che l’epidemia sarà sostanzialmente sotto controllo entro la fine di aprile”, ha detto Zhong.  Parlando dell’epidemia in corso, Zhong ha specificato: “Sebbene il COVID-19 sia stato scoperto per la prima volta in Cina, ciò non significa che provenga dalla Cina”. Il medico ha poi aggiunto: “Abbiamo bisogno di una maggiore cooperazione internazionale. Questa è una malattia dell’essere umano, non una malattia nazionale”.

In serata la conferma del primo caso in Islanda. Anche in questo caso partito dal focolaio italiano.

Risulta ormai evidente che questa patologia ha un impatto di massa in cui i casi gravi emergono dopo oltre i 14 giorni ipotizzati precedentemente. (MC)

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Giornalista scientifica, scrivo per Donnissima, già direttrice di Liberalcafé. Studentessa di Filosofia a indirizzo storico presso l'Università degli Studi di Trento.