Zanetti corteggiata da Lega e Merler? I sondaggi la danno all’8%, ma lei frena: “testa bassa e lavorare, fermi su nostre posizioni”

Silvia Zanetti
Silvia Zanetti

Gli ultimi sondaggi aprono a nuovi scenari. Il barometro settimanale (che spopola su WhatsApp) dà Ianeselli in calo al 43, Merler al 27, Carli al 9, segue subito a ruota la Zanetti, data intorno all’8 per cento, poi De Gasperi al 6. Ma la partita è appena iniziata e le logiche politiche locali (soprattutto quelle volte al ricompattamento del centrodestra trentino) entrano subito nel vivo, tra corteggiati e corteggiatori. A tal proposito, come riportato dalla stampa locale, proprio Silvia Zanetti, candidata a Sindaco di Trento per la lista di Si Può Fare (che raggruppa al proprio interno anche i Civici, guidati da Francesco Agnoli, Popoli liberi, di Paolo Primon, e Progetto Trentino di Grisenti) sembrerebbe al centro dell’attenzione pubblica “per il pressing di Merler e Lega nei suoi confronti”, come riportato su l’Adige. Un pressing che, Silvia Zanetti, attraverso una nota stampa ufficiale rispedisce al mittente. “Anche il pressing deve avere dei presupposti. Vorrei tranquillizzare tutti, non ci sono pressioni da parte di nessuno”.

“Il progetto di Si può fare, – ha ribadito – continuerà il proprio percorso. D’altronde oramai non esiste più un progetto condiviso come nel 2018. Purtroppo, si è sgretolato gradualmente nelle giovani mani inesperte dei propri leader”.

Si può fare!, ribadisce ancora una volta di non condividere il metodo di fare, sia dello schieramento di “centrodestra” che “ormai anche forzando il significato politico della parola ‘centro’ è evidente a tutti che al suo interno non ha più una sua effettiva rappresentanza”, lasciando intendere come fin dall’inizio alcune scelte condotte dal centro-destra non siano andate giù a molti, creando una spaccatura ideologica a cui, come da noi più volte sottolineato, si sarebbe potuto però porre rimedio. D’altronde si sa che “chi fa da sé fa per tre”, ma che anche “uniti si vince” e, se tanto ci da tanto, oggi il polo di centrodestra appare ancora frastagliato in tre differenti rami, con Carli e Zanetti che – appunto – potrebbero con il loro consenso aiutare a contrastare il centrosinistra. Da questo punto di vista molto più compatto e forte. 

Logiche a cui però, né Carli, né Zanetti, per coerenza e lealtà al progetto intrapreso, si sentono di allinearsi. “Non c’è una condivisione di valori e idee per il futuro di Trento – sottolinea infatti Zanetti. Con questa scelta, consapevole, “Si può fare ha avviato un progetto alternativo, slegato dalle logiche di potere e libero di poter esprimere le proprie idee”. Chissà, in caso di ballottaggio, che cosa accadrà. 

di G.P.