“Fossi in Conte mi godrei lo spettacolo di vedervi morire come mosche.” Le parole shock di Scanzi dopo le proteste. Duro il commento di Ciocca (Lega): “Ma si può?”

“Fossi in Conte, adotterei le stesse misure anticovid della Svezia e farei selezione negli ospedali come la Svizzera. Poi, mi preparerei 20 kg di popcorn e 10 casse di birra e mi godrei lo spettacolo di vedervi morire come mosche”. 

Queste sono le incredibili parole con cui il famoso giornalista e conduttore tv, Andrea Scanzi, ha voluto commentare, riprendendo il pensiero di tale Lorena Verucchi, le proteste del popolo italiano contro l’ultimo Dpcm emanato dal Premier Conte. Proteste che si sono sviluppate in tutta la penisola e che in alcuni casi, come a Torino, hanno portato a devastazioni e saccheggi, di alcuni negozi di marche di lusso come Gucci o Apple

Queste proteste sono lo specchio del malcontento della popolazione che, dopo mesi di proclami, si è sentita tradita dalle ultime restrizioni e abbandonata dall’esecutivo al proprio destino. Decidendo di manifestare il proprio dissenso scendendo in piazza e, in alcuni casi assolutamente da condannare, “mettendo a ferro e fuoco” il centro città (come accaduto a Napoli e appunto a Torino). 

Se per molti questi “moti” sono stati lo specchio dell’esasperazione degli italiani di fronte alle misure restrittive, non sempre chiare, del Governo e, pur condannando le azioni assolutamente deprecabili, hanno provato a comprenderne le motivazioni, Andrea Scanzi, mostrando se non altro poca empatia con il popolo, ha gettato benzina sul fuoco attraverso il suo profilo ufficiale Facebook

“Sono parole forti, lo so, ma sentirvi lagnare per ogni cazzo di cosa che vi si dice è alienante. “Dittatura sanitaria”, “Conte come il DVCE” e altre vaccate così (pronunciate, spesso, proprio da fascistoidi) fanno ridere, se non ci fosse da piangere. Avete rotto i coglioni con gli autobus pieni zeppi e, ora che vogliono reintrodurre una d.a.d. più forte (per ridurre assembramenti dentro le scuole e nei mezzi pubblici) rompete ancora la fava perché” i vostri figli sono in prigione” è poi proseguito il post del quarantaseienne aretino. 

Scorrendo lungo il post, Andrea Scanzi si è scagliato nuovamente contro gli italiani affermandone l’incoerenza dato che i teatri, la cui chiusura è oggi al centro delle polemiche, erano in crisi da un ventennio dato che la popolazione preferisce guardare Barbara D’Urso in tv (come se questo potesse essere un fattore da pesare sulla bilancia dei contro ai saccheggi). Incolpandoli poi di acquistare i prodotti su Amazon e scaricare film da internet per poi diventare paladini della giustizia quando cinema e negozi di quartiere vengono chiusi. 

“La verità è che siete ipocriti. Disfattisti. Ignoranti come bestie. Vi meritate il dj del Papeete a capo della vostra mediocrità. Il virus, dopo le 18, non è più contagioso? La mascherina è dannosa perché ti fa respirare la tua co2 e ti rincoglionisce, vogliono far fallire l’Italia ecc… No, mi dispiace deludervi. La mascherina non c’entra. Eravate rincoglioniti anche prima. Poi, ovviamente, capisco che essere una partita iva, di questi tempi, sia la cosa peggiore che possa esserci. Ma è una pandemia. Tutto il mondo è in questa situazione. Addirittura molto peggio. Cosa era meglio? Tenere il negozio aperto e avere tutti i clienti morti? Comunque vi invidio. Vorrei essere anche io come voi e urlare ” non ce n’è coviddi!” e avere sempre la verità in tasca, dall’alto della mia cultura maturata presso l’università della vita. Ne usciremo migliori. Manco per il cazzo” ha poi concluso il giornalista. 

Parole forti, dure, che ai più sono sembrate una polemica sterile piena di luoghi comuni, più che un’analisi critica delle proteste della popolazione. Sicuramente, quando le manifestazioni valicano la linea del vivere civile e si traducono in guerriglia urbana, sono da condannare, ma le proteste pacifiche (come accaduto a Modena e in altre parti d’Italia) sono più che legittime. E a riconoscerlo è stato lo stesso eurodeputato della Lega, che sui social ha supportato le proteste pacifiche di molti italiani, condannando però la violenza verso le forze dell’ordine (che in diversi filmati si vede sodalizzare con i cittadini), contro i negozi in alcune città d’Italia e criticando le parole di Scanzi. 

Senza voler sminuire la pericolosità del virus, che rimane un nemico temibile e a cui prestare massima attenzione, o voler negare che con il repentino aumento dei contagi, alcune misure andavano necessariamente prese, è importante creare un distinguo tra emanare norme atte alla salvaguardia della salute pubblica e quelle che invece rischiano di affossarla e basta. 

Sicuramente le intenzioni del Governo erano e sono le migliori, ma è opinione dei più che quanto fatto post lockdown, potesse essere svolto in maniera più approfondita. Studiando provvedimenti che oltre a combattere il virus, riuscissero a tutelare e rassicurare un’Italia che ormai è allo stremo di forze e pazienza

Gli italiani devono poter essere liberi di manifestare il proprio dissenso senza che venga fatta “di tutta l’erba un fascio” e l’operato di pochi cretini venga generalizzato per addossare, ancora una volta, tutte le colpe sulla popolazione che, nella maggior parte dei casi, ha rispettato le regole, si è adeguata ai nuovi protocolli sanitari (spesso investendo denaro proprio), ha ascoltato le rassicurazioni governative per poi vedersi chiuse le attività dal giorno alla sera. 

Inoltre sarebbe bene ricordare come le persone possano comprare i prodotti su Amazon, guardare i film su Netflix invece che al cinema, fare la spesa on line invece che al minimarket sotto casa, ma protestare, nei modi e nei toni consoni, se ritengono inique le norme che vengono applicate. 

Se poi si vogliono addossare le colpe di pochi sull’intera popolazione italiana, questo è un altro discorso. 

Carlo Alberto Ribaudo 

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Di Verona, giornalista pubblicista dal 2021. Collabora con Secolo Trentino dal 2017, occupandosi principalmente di Cultura, Società e Politica.