Mascherine, didattica a distanza e Covid: le mamme pancine pronte alla rivoluzione

Le Mamme Pancine, come le definisce il Signor Distruggere, sono pronte a perseguitare chi amministra il mondo della scuola con le loro richieste. A poche ore dalla conferma dell’obbligo della mascherina si sono già scatenate con le varie teorie riguardanti il fatto che questa fa male ai loro piccoli, dimenticandosi che da settembre gli insegnanti si ritrovano costretti ad urlare ai loro figli, spesso indisciplinati, indossando una ffp2 che limita di molto la loro possibilità di parlare a voce alta.

Del resto, dal punto di vista dei genitori, è giusto così: meglio che gli insegnanti non cerchino di educare i loro figli nello star al mondo, nel seguire le regole, nell’avere un po’ di educazione e rispetto dell’autorità dell’insegnante. Ma anche l’educazione dei figli ricade su chi governa? No, ma il mantra che ripetono le mamme è che è colpa di chi ci governa. Ben poco conta che ci sono studi che dimostrano come i bambini siano portatori del virus, l’importante è lasciarli ai nonni così da permettere loro di andare in palestra. E quando le palestre sono chiuse? Nessun problema vi è la sacrosanta corsetta per tenere il corpo in perfetta forma.

Non c’è tempo per vedere se i figli fanno i compiti o meno, tanto è la scuola che deve pensare a ridurre il carico di lavoro dei bambini; siamo ormai in un contesto dove studiare a memoria poesie o capitali è diventato una bestemmia. Del resto la più grande preoccupazione dei genitori è la didattica a distanza: lì è impossibile fuggire e la colpa diventa subito dell’insegnante che non fa il suo lavoro; del resto meglio dire così che non riflettere sul fatto che niente costa nel controllare la crescita culturale del figlio. Ci pensa qualcun altro e deve essere per forza così: non prendersi le proprie responsabilità, è questa l’ideologia, il ci pensa qualcun altro per tutto, con il totale abbandono di qualsiasi logica comunitaria, e questa ideologia è la stessa che sta portando la società al fallimento.

Se la famiglia abdica al ruolo di primaria stazione educativa e formativa questo viene usurpato dalla “strada” o peggio dai collegamenti virtuali.

Raimondo Frau