Emissioni fossili di CO2 nell’era post-COVID-19: ci sarà un lockdown ogni due anni?

Qualche studioso inizia a proporre lockdown periodici per salvare il pianeta, ma non chiarisce come.

Ne parla ormai ogni sito trendy europeo per cui ne parliamo anche noi, certi che la notizia non può passare in silenzio: parliamo di uno studio sull’ecosistema che sta facendo preoccupare molti. Si tratta di uno studio che concerne le emissioni di CO2 e che vede tra le diverse opportunità anche il rilancio di una sorta di lockdown per il clima, da ripetere periodicamente.

Il tema è chiaro: cinque anni dopo l’adozione dell’accordo di Parigi sul clima, la crescita delle emissioni globali di CO2 ha iniziato a dare risposte diverse a seconda delle tecnologie applicate.

I grandi cambiamenti causati dalla pandemia di COVID-19 hanno modificato radicalmente la traiettoria delle emissioni globali di CO2.

Nel concreto invece gli effetti contraddittori degli investimenti post-COVID-19 nelle infrastrutture offre l’occasione per portare a nuove scelte politiche per sostenere un calo delle emissioni globali nell’era post-COVID-19.

In breve, le nazioni del mondo dovranno fare molto, molto di più se vogliono raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 stabiliti dall’accordo di Parigi sul clima. Dice lo studio. Sostengono gli autori di questa ricerca.

Mantenendo le emissioni industriali globali di CO2 al di sotto di un certo livello, l’umanità modificherà in qualche modo la manopola globale di controllo della temperatura in modo tale che il riscaldamento planetario sarà mantenuto entro un intervallo presumibilmente sicuro di “1,5 °C a ben al di sotto dei 2 °C. “

E per raggiungere questo obiettivo, afferma Corinne Le Quéré, autrice dello studio, ci deve essere l’equivalente di una sorta di lockdown globale ogni due anni.

FONTE THE GUARDIAN QUI