Il Popolo del Blasco ha preso posto a Trento, man mano l’Arena si riempie ed i cuori si uniscono. Al via l’esibizione delle Band vincitrici il concorso Euregio contest

ESIBIZIONE DELLE SEI BAND VINCITRICI L'EUREGIO MUSIC CONTEST FOTO GIOVANNI G

Siamo vivi”! Quale migliore messaggio per ripartire dopo la pandemia? Vasco Rossi è quel tipo di cantante che non ha una delimitazione: spazio e tempo sembrano non esistere per il grande Vasco nazionale, che dopo la pandemia, dopo le crisi delle chiusure forzate in casa e durante un periodo sinceramente pazzo di violenze alle porte dell’Europa, mette in atto una strategia che non potrà non funzionare: la vita contro la morte.

IL MESSAGGIO PER CHICO FORTI DAL PALCO DEL KOMANDANTE (VIDEO GG)

Ecco perché, oggi, anche se non siamo tutti in Arena, non possiamo non essere felici che la vita riparta veramente e che porti in scena i valori di un vero e proprio popolo, il Popolo del Blasco, che non è qualsiasi persona, ma è una fetta ben precisa di persone, che hanno deciso di tenere sempre vivo il fuoco della passione.

Ogni generazione di italiani, a partire dagli anni ’80 in poi, ha almeno UN disco di Vasco Rossi che tiene ben presente, che ha ascoltato (quando c’erano i 33 giri e i mangianastri consumato) cantando ai concerti del fine settimana. E se proprio Vasco Rossi non vi piace, almeno non sarete contro l’opinione che “odio il lunedì”.

Oggi la città di Trento vive una strana vivacità a cui non siamo abituati, tale vivacità ci manda magari in crisi, perché la nostra routine prevede silenzi e vuoti. Oggi ci sono persone giovani, dovremmo fare tesoro di questo, perché per poter ripartire anche dal punto di vista economico servono i giovani, quelle persone che adesso mancano, in Trentino. Ma in generale, i giovani, le famiglie, mancano in tutta Italia. Dobbiamo prendere atto, renderci conto, che serve riprendere in mano il cuore, la passione e anche la veracità, sono cose che ci conducono a “un mondo migliore” o almeno al “mondo che vorrei” di ciascuno di noi.

Vasco Rossi è IL MITO per molti, come Maradona lo è per il calcio, come Kant lo è per la filosofia, la religione del Komandante è libera, felice, vive di emozioni autentiche, vive di passioni, di lacrime, sangue e romanticismo. Ognuno di noi ha almeno una canzone in testa, in questo momento.

Vivere una città che per una settimana si sente grande e che ha proposto una struttura senza dubbio fantastica, pari a un grande palazzo, che ha un’acustica sinceramente ottima, senza nessuna obiezione, se non che si auspica nel buonsenso della gente: è un concerto aperto alla passione, non ci sono le solite barriere che vietano di essere liberi di fare, di saltare, di ballare, per cui serve il buonsenso.

Non a tutti piace Vasco Rossi? Sicuramente. Ma non è possibile non essere emozionati per un grandissimo evento che – proprio mentre alle porte d’Europa si bombarda – sbuca come un fiore in una terra senza padroni, che è la terra delle emozioni.

Peraltro, come non pensare che “gli spari sopra sono per voi” in un momento in cui non sappiamo, davvero, quanto peso abbia la libertà. “Liberi, liberi siamo noi, però liberi da che cosa…”

“Il mondo che vorrei” comprende anche la musica, un mondo senza la musica vive solamente a metà. Per questo, insieme a molti altri motivi, è importante che i grandi eventi come quello del concerto del 20 maggio di Vasco Rossi, trovino spazio anche in Trentino. Siamo una terra di pace, di frontiera, di cultura, ma pur se vivere insieme a noi non è mica facile “Siamo vivi”.

Le sei band che si stanno esibendo a partire da ora sono: Atop the Hill, Hi Fi Gloom, Maitea, Michele Cristoforetti, The Rumpled e Toolbar.

Martina Cecco

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Giornalista scientifica, scrivo per Donnissima, già direttrice di Liberalcafé. Studentessa di Filosofia a indirizzo storico presso l'Università degli Studi di Trento.