Marini: “Tutela dell’ambiente attraverso la partecipazione popolare: il sistema trentino non funziona e va riformato”

Il M5S ha depositato un’interrogazione con cui chiede che la Provincia revisioni il sistema degli strumenti di partecipazione popolare in materia ambientale perché quelli che abbiamo sembrano fatti per prendere in giro le persone.

Il sistema costruito in Trentino per garantire ai cittadini il diritto di esprimersi rispetto alle grandi tematiche ambientali è fallimentare. Se dal punto di vista teorico le regole ci sono, all’atto pratico si scopre che gli istituti previsti per dare voce ai cittadini, dai referendum alla partecipazione del pubblico alle Valutazioni d’Impatto Ambientale (VIA) e alle Valutazioni d’Impatto Strategico non viene attuato (ultimo esempio, riaccensione del cementificio di Sarche) o al limite ciò viene implementato in modo da garantire i risultati desiderati da chi ha interesse a realizzare le grandi opere (vedasi bypass ferroviario di Trento). Quando poi i cittadini riescono contro ogni pronostico a superare tutti gli ostacoli posti sul loro percorso allora i ventriloqui delle lobby passano direttamente al sabotaggio. Ciò è avvenuto in occasione del referendum sul distretto biologico trentino, rinviato, osteggiato e depotenziato in modo da rendere impossibile conseguire il quorum ma anche con l’attuazione della legge sul Parco Agricolo del Garda trentino, completamente abbandonata dopo che il disegno di legge di iniziativa popolare che avrebbe dovuto istituire il Parco era stato votato in Consiglio provinciale. La dimostrazione plastica che nella democratura trentina, il volere dei cittadini conta molto meno di quello dei lobbisti.

Insomma, gli esempi di cattivo funzionamento degli strumenti di partecipazione ambientale alla tutela dell’ambiente in Trentino sono tanti, troppi per elencarli tutti. Preso atto della realtà bisogna chiedersi come intervenire per migliorare le cose. La nostra risposta è che servono riforme radicali, perché non basta ascoltare i comitati e i cittadini pro forma per poi andare a prendere ordini dai potentati di turno. Abbiamo iniziato con un’interrogazione, ma da qui alla fine della legislatura non mancheremo di far sentire ancora la nostra voce su questi temi fondamentali per il benessere e la vita di tutti i trentini.