Ecco chi votare e attenzione dal commettere di nuovo errori

Si torna al voto, ma cosa succederà esattamente il 25 settembre 2022? Si sceglieranno dei partiti ma soprattutto si sceglieranno dei deputati che con le loro azioni determineranno il futuro del nostro paese. Certamente le scelte dei leader sono importanti ma in una democrazia parlamentare il ruolo del parlamentare è fondamentale e il Rosatellum a riguardo ci viene in aiuto. Su 600 parlamentari il 36% di questi verranno scelti su base maggioritaria: nei fatti sarà più importante il parlamentare scelto rispetto al partito o alla coalizione. In altre parole nell’urna elettorale avrà più importanza il nome rispetto al simbolo del partito.

Questo cosa significa? Il voto del 25 settembre deve puntare al rappresentante dando di nuovo priorità ai valori della democrazia parlamentare dato che di democrazia presidenziale si parla tanto, ma al contempo ben poco si fa a riguardo. Il rischio è che non stiamo dando neanche attenzione ai principi della democrazia parlamentare, privilegiando parlamentari poco attenti al territorio. Il problema lo aveva evidenziato negli anni ’90 Gabriel Kahn che, in un articolo dell’Internation Herald Tribune, da novizio del mondo italico si stupì che in questo paese meno di uno su dieci elettori conosceva il nome del suo deputato, cosa che appariva stupefacente ad un uomo che culturalmente veniva dal mondo politico anglosassone. Ma poi, a poco a poco, comprese che in questo paese non si votano gli uomini, ma i simboli dei partiti, indipendentemente dal nome che c’è scritto accanto sulla scheda elettorale.

Eppure il ruolo del Parlamentare è fondamentale e non si limita a partecipare a una cerimonia pubblica o a deporre una corona di fiori in occasione di ricorrenze. A riguardo il sito della Camera dei deputati è molto chiaro: Il termine deputato indica chi è eletto alla Camera Per la Costituzione (art. 67) “ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione” (tutti i cittadini dunque, e non solo i propri elettori) “ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”, cioè le sue decisioni non sono vincolate ad un compito specifico, ma sono del tutto libere.

Inoltre, secondo la Costituzione (art. 68), «i membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni».

Il lavoro dei deputati comprende la partecipazione al complesso delle attività parlamentari – in Assemblea, nelle Giunte e nelle Commissioni di cui fanno parte, nei Gruppi – e la presentazione degli atti la cui iniziativa è loro riconosciuta (progetti di legge, emendamenti, interrogazioni, interpellanze, mozioni, ecc.). Ma non solo: esso si svolge anche al di fuori della Camera, ad esempio presso i partiti, le associazioni di cittadini, le circoscrizioni elettorali. Il contatto diretto e continuo con le realtà sociali ed economiche del Paese è essenziale per alimentare e arricchire l’azione politica della Camera.

E ciò nei fatti cosa significa? Significa che per quanto possibile sarà nostro dovere dar un significato a quella scelta compiuta nella cabina elettorale il prossimo 25 settembre, ricordandoci che con la nostra matita determineremo il nostro rappresentante e semmai – perchè no – prima di allora cercare anche di capire cosa fa fatto di buono per la nostra comunità quello uscente se si ripresenta. Perchè cambiare se in fin dei conti si ha un buon parlamentare nel proprio collegio?