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Truffe internazionali: boom negli ultimi anni

Quella delle truffe telefoniche è una pratica sempre più diffusa all’interno di un mondo globalizzato come il nostro. Come appurato in un’indagine della giornalista portoghese Mariana van Zeller, andata in onda sui canali di National Geographic, gran parte delle truffe telefoniche avvengono ai danni della classe media, specialmente americana.

Quante volte ci è capitato di ricevere una chiamata da un contatto sconosciuto? Probabilmente molte, anzi moltissime. In alcune occasioni, sfortunatamente, può capitare che dall’altra parte della cornetta vi siano uomini o donne intenzionati a truffarci e ad estorcerci denaro.

Quella delle truffe telefoniche è una pratica sempre più diffusa all’interno di un mondo globalizzato come il nostro. Come appurato in un’indagine della giornalista portoghese Mariana van Zeller, andata in onda sui canali di National Geographic, gran parte delle truffe telefoniche avvengono ai danni della classe media, specialmente americana.

In particolare, a subire questi raggiri sono perlopiù persone sole, che riconoscono nella voce del truffatore compagnia e conforto. Dopo aver stabilito i primi contatti, per il truffatore, sarà sempre più semplice estorcere del denaro, in quanto il raggirato avrà completa fiducia nel truffatore.

L’episodio completo in lingua originale è disponibile anche su YouTube.

Solitamente le chiamate partono dal centro America, in particolare dall’isola della Jamaica; in questo paese per i truffatori è semplice reperire liste contenenti numeri di telefono americani ed europei. Questi elenchi, inizialmente in possesso dei call center di grandi aziende europee ed americane presenti sull’isola, vengono poi rivenduti agli “operatori” del mercato nero delle truffe internazionali.

Dopo aver ricevuto queste preziose liste i truffatori iniziano a contattare quanti più numeri possibili fino al raggiungimento del proprio obiettivo. I metodi utilizzati variano da truffatore a truffatore, ma quasi tutti esordiscono con il classico “complimenti, hai vinto 1.000.000 di dollari” oppure “congratulazioni, sei stato estratto per vincere una Mercedes classe S”. Molte persone riagganciano semplicemente il telefono, ma molti altri restano entusiasti ad ascoltare le indicazioni del truffatore.

In molti casi essi richiedono delle piccole somme di denaro per poter permettere di riscuotere la vincita e altre volte, per essere più convincenti, arrivano anche ad inviare al “fortunato vincitore” le chiavi dell’auto (ovviamente false).

Tantissimi americani ed europei iniziano così ad inviare denaro al truffatore, speranzosi di vedersi recapitato il premio al più presto. Purtroppo, dopo mesi di vana attesa e dopo aver compreso la truffa, alcuni arrivano persino a togliersi la vita per la disperazione.

Come detto, a subire maggiormente il peso di queste frodi sono gli americani e più in generale i parlanti di lingua inglese (che è anche la lingua utilizzata dai truffatori). In Italia è molto raro che accada ciò, ma questo non implica che non vi siano altri generi di raggiri.

Il meccanismo, in fondo, è quasi sempre lo stesso. Anziché contattare telefonicamente il malcapitato, i truffatori si fingono interessati ad articoli messi in vendita online. Solitamente nella chat il truffatore fa richiesta al venditore di anticipare delle piccole somme di denaro che, assicura, verranno restituite con interessi al momento della consegna.

Il mercato delle truffe internazionali, telefoniche o meno che siano, risulta quindi essere molto complesso e variegato. Da una parte uomini e donne che non hanno nulla da perdere, dall’altra uomini e donne, che per ingenuità o solitudine, si ritrovano assorbiti nel limbo multimilionario delle truffe internazionali.

Mattia Nadalini