“Non ho ben compreso fino in fondo le ragioni per le quali i magistrati, o meglio una parte della magistratura, contestano l’iniziativa finalizzata a istituzionalizzare quella separazione delle carriere che loro stessi affermano essere già in una qualche maniera operativa con legislazione ordinaria”.
Ad affermarlo è stato Galeazzo Bignami, capogruppo di Fdi alla Camera, intervenuto ai microfoni di Calibro 8 su Radio Cusano Campus, in merito alla riforma della Giustizia.
Proseguendo nel suo intervento, l’esponente di Fratelli d’Italia ha poi aggiunto: “E’ evidente che, in realtà, il loro problema non è la separazione delle carriere, che da tempo ormai costituisce un approdo che ha consentito di limitare il numero di passaggi dai tipi diversi di magistratura, vale a dire da PM e da organo giudicante, per semplificare. Il loro vero problema è che con l’estrazione dei componenti del CSM si colpisce e si destruttura quel sistema correntizio che ha comportato patologie significative nel corpo della magistratura stessa“.
Successivamente, proseguendo nell’intervista rilasciata ai microfoni di Calibro 8 con Francesco Borgonovo, Galeazzo Bignami, ha aggiunto: “Questi magistrati ritengono di non essere la bocca della legge, come ci insegna qualcuno, ma di essere coloro che avrebbero il diritto di scrivere, interpretare, applicare e fare tutto con la legge perché ne sarebbero gli unici depositari. In realtà, il nostro sistema costituzionale, improntato evidentemente a una cultura liberal-democratica, separa profondamente le funzioni: ai magistrati spetta applicare e al legislatore spetta scrivere”.
Infine, concludendo il suo intervento, il capogruppo di Fdi alla Camera, ha affermato: “Certo, nel contesto della nostra Costituzione e dei principi fondamentali che questa traccia. Ma la Cassazione, a dimostrazione del fatto che sul tema dell’immigrazione sia una minima parte dei magistrati ideologizzati quella che rema contro, ha ribadito la piena esclusività in capo al legislatore e al Governo dei provvedimenti che conseguono la materia dell’immigrazione”.
Articoli correlati
- Giustizia. Di Pietro: “Riforma aiuta a rendere più trasparente ordinamento giudiziario”
- Giustizia. Maruotti (Segr. Naz ANM): “Limite 45 giorni per intercettazioni è provvedimento folle, si veicola messaggio di sfiducia nei confronti dei magistrati”
- Separazione carriere. Ayala (ex magistrato): “Con Falcone abbiamo discusso spesso di separazione carriere, su cui io non concordo. Male della magistratura sono logiche correntizie”
- Giustizia. Di Pietro: “riforma non è sogno di Berlusconi, ma una necessità per il Paese”
- Meloni indagata. Pittalis (FI): “Da magistrati aspettavamo maggiore prudenza di fronte a denuncia strampalata”

