Il sindacato UGL Metalmeccanici dell’Alto Adige-Bolzano scende in campo con forza per contrastare la possibile vendita “a spezzatino” del gruppo Iveco. Una decisione, denunciano i sindacalisti, che metterebbe seriamente a rischio il futuro industriale del territorio, aprendo le porte a delocalizzazioni e chiusure.
“Dividere il gruppo non porta benefici ma solo gravi conseguenze per i lavoratori e l’intera economia locale”, sottolinea il segretario provinciale dell’UGL Metalmeccanici, evidenziando come la storia industriale della famiglia Agnelli sia garanzia di continuità produttiva e occupazionale.
La possibile cessione del controllo ad aziende come Leonardo, società a partecipazione pubblica, o la tedesca Rheinmetall, specializzata in produzione bellica, desta forte preoccupazione tra le rappresentanze sindacali. In particolare, l’interesse di Rheinmetall ad acquisire Iveco, secondo l’UGL, potrebbe preludere a trasferimenti di produzioni in Germania, dove l’industria bellica sta vivendo una fase espansiva, attirando investimenti e posti di lavoro.
“La vera domanda che nessuno pone è perché vendere un’azienda in ottima salute, con fatturati in crescita e risultati positivi”, si interroga il segretario UGL. “La nostra preoccupazione è che questa scelta possa portare alla progressiva scomparsa degli stabilimenti italiani entro dieci anni. Una provincia attenta all’ambiente e al lavoro, come la nostra, non può permettersi di perdere realtà produttive così importanti”.
L’appello dei sindacalisti è diretto al Governo, invitato a intervenire con decisione sfruttando anche il Golden Power per bloccare la vendita frammentata di Iveco. “Ci auguriamo che Palazzo Chigi ascolti il nostro appello: no allo spezzatino, no alla vendita. Ne va del futuro di centinaia di famiglie e dell’intera economia del territorio”, conclude con fermezza il segretario provinciale.
