Il botulino è stato il protagonista delle cronache estive 2025. A confermarlo è il Centro Antiveleni di Verona, che nelle ultime settimane ha registrato un’impennata di chiamate da parte di cittadini allarmati: almeno una o due telefonate al giorno, diventate anche quattro o cinque nei momenti di picco. I timori riguardano soprattutto lo stato di conservazione degli alimenti e il rischio di contrarre il botulismo alimentare, una malattia rara ma temuta.
Nonostante gli allarmismi, i dati parlano chiaro: in Italia si registrano non più di 30 casi accertati di botulismo alimentare ogni anno, a fronte di circa il doppio di sospetti. Numeri contenuti, ma sufficienti a mantenere alta l’attenzione, soprattutto quando si parla di conserve casalinghe, principale fonte di rischio.

Botulismo alimentare: cos’è e come si manifesta
Il botulismo alimentare è causato dalla tossina prodotta dai Clostridi, batteri che in condizioni sfavorevoli si trasformano in spore e che possono riattivarsi se trovano l’ambiente adatto. In quel momento producono la tossina botulinica, considerata la più potente e pericolosa in natura. Una volta ingerita, può provocare una paralisi muscolare flaccida a esordio variabile, con conseguenze anche gravi.
Conserve fatte in casa: il 90% dei casi
Secondo il Centro Antiveleni di Verona, il 90% dei casi di botulismo è legato a conserve preparate in casa. Solo il 10% riguarda alimenti industriali, dove i controlli igienici e le verifiche delle Autorità riducono al minimo i rischi e consentono interventi immediati in caso di emergenza sanitaria. È dunque in cucina che il cittadino deve prestare la massima attenzione: utensili puliti, contenitori integri e rispetto rigoroso delle norme igieniche sono indispensabili per evitare che le spore si riattivino.
Gli esperti ricordano inoltre una regola semplice: se un alimento ha odore sgradevole o aspetto alterato, non va mai assaggiato. Potrebbe non contenere botulino, ma essere comunque contaminato da altri microrganismi dannosi per la salute.
Esiste l’antidoto
A rassicurare i cittadini c’è un dato importante: il botulismo è curabile, purché diagnosticato in tempo. Esiste infatti l’antitossina botulinica, che se somministrata tempestivamente può risultare efficace. La decisione spetta ai medici in accordo con il Centro Antiveleni di Verona, che coordina la mobilitazione dell’antidoto e affianca gli ospedali nella diagnosi.
Il Cav Aoui di Verona, diretto dal dottor Giorgio Ricci, ha trattato negli anni quattro casi di botulismo di origine alimentare e uno legato all’uso estetico della tossina. In tutti gli episodi il supporto del Centro è stato decisivo per una diagnosi rapida e per l’attivazione immediata della terapia.
L’uso estetico e terapeutico della tossina botulinica
«Quest’anno il botulino ha sostituito il ragno violino come tema ricorrente dell’estate», ha spiegato il dottor Ricci. «Abbiamo raddoppiato le chiamate, passando da 1-2 al giorno a 4-5. Oltre ai rischi delle conserve casalinghe, va ricordato che la tossina botulinica usata in medicina estetica è la stessa, capace di paralizzare la muscolatura, seppure in modo locale e controllato. Per questo è fondamentale che venga somministrata solo da professionisti esperti, in centri autorizzati. Mai ricorrere al botulino fai da te».
Accanto all’impiego estetico, esiste anche un “botulino buono”, quello utilizzato dai neurologi a fini terapeutici, ad esempio per trattare spasmi muscolari. In questi casi, sottolinea il Centro Antiveleni di Verona, è la competenza medica a garantire sicurezza ed efficacia.
Le linee guida nazionali
Per approfondire il tema, il sito dell’Istituto Superiore di Sanità mette a disposizione linee guida nazionali dettagliate su prevenzione, diagnosi e trattamento del botulismo.

