Riva e Arco ricordano i legionari cecoslovacchi: memoria viva tra le rive del Garda e il Monte Baldo

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La memoria dei legionari cecoslovacchi continua a vivere sulle sponde del Garda e tra gli olivi del Monte Baldo. Venerdì 26 settembre a Riva del Garda si è svolta, come ricorda l’ufficio stampa di Riva del Garda, la solenne commemorazione dedicata ad Alois Štorch e Leopold Jeřábek, due giovani che scelsero di combattere per l’indipendenza della Cecoslovacchia e trovarono la morte proprio in Trentino, puniti come traditori dall’esercito austroungarico.

Štorch fu catturato alla foce del Sarca e impiccato a Grez, davanti ai compagni come monito. Jeřábek, che tentò la fuga a nuoto, venne raggiunto da colpi di arma da fuoco e annegò. Due destini accomunati da una scelta di libertà che oggi, oltre un secolo dopo, continua a essere ricordata come simbolo del prezzo pagato per la nascita della Cecoslovacchia.

Alla cerimonia hanno preso parte il sindaco di Riva del Garda Alessio Zanoni, il rappresentante del ministero della Difesa della Repubblica Ceca Pavel Filipek, esponenti dell’Associazione dei legionari cecoslovacchi guidati da Eva Armeanova, dal veterano di guerra Vojtech Plesnik e dal segretario Jiří Filip. Per la prima volta erano presenti anche studenti del liceo militare di Moravská Třebová, segno di un ponte generazionale che mantiene viva la memoria. Accanto a loro i Gruppi alpini di Riva, Arco e Sant’Alessandro, che da anni curano il monumento e l’area circostante.

Nel suo discorso il sindaco Zanoni ha sottolineato il valore della memoria come antidoto contro la disumanità della guerra: «Noi rivani conosciamo bene questo luogo e sappiamo perché l’orribile esecuzione avvenne qui: perché il corpo di Štorch fosse visibile ai compagni. Conosciamo la crudeltà e la disumanità della guerra, e la vediamo ancora oggi. Finché c’è memoria, la storia mantiene un senso».

La memoria che unisce Riva e Arco

Le commemorazioni, ricorda sempre l’ufficio stampa di Riva del Garda, proseguiranno domenica 28 settembre ad Arco, dove nel 1918 furono catturati e giustiziati quattro legionari cecoslovacchi: Antonín Ježek, Karel Nováček, Jiří Schlegl e Václav Svoboda. Trasferiti a Prabi dopo un processo sommario, vennero impiccati come disertori. Oggi un monumento in una stretta via tra gli olivi ricorda il loro sacrificio.

Il programma della giornata prevede la messa alle 10 alla Collegiata di Arco, seguita dal corteo verso il monumento a San Venceslao e poi fino al luogo dell’esecuzione, in via Legionari Cecoslovacchi. Saranno presenti la sindaca Arianna Fiorio, l’assessore alla cultura Massimiliano Floriani e una rappresentanza della giunta e del consiglio comunale. Dalla Repubblica Ceca arriverà il console generale Ivan Počuch con una delegazione di veterani e studenti, accompagnati da bandiere e uniformi storiche.

Gli Alpini di Arco, custodi del monumento, accoglieranno gli ospiti insieme allo storico Mauro Zattera, che da anni lavora per tenere viva la memoria di queste vicende.

Redazione
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La Redazione di Secolo Trentino è il team editoriale del quotidiano online indipendente fondato nel 2013. Copriamo ogni giorno le notizie di cronaca, politica, economia e cultura dal Trentino e dall'Italia. Direttrice Responsabile: Martina Cecco.

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