Trento paralizzata dalla protesta: Fugatti richiama al rispetto, Bisesti accusa Ianeselli

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Una città ferma per ore, la tangenziale trasformata in un serpentone di auto, cittadini bloccati dopo una giornata di lavoro. È l’immagine che ha lasciato dietro di sé lo sciopero generale del 3 ottobre, che a Trento si è tradotto in un blocco del traffico e in disagi diffusi.

La protesta, collegata alle vicende internazionali di Gaza, ha toccato il capoluogo trentino in modo diretto: migliaia di persone si sono ritrovate a fare i conti con ritardi, code interminabili e un ritorno a casa complicato.

Il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, ha scelto toni fermi ma equilibrati:
“Le manifestazioni e gli scioperi sono un diritto che deve poter essere esercitato. Ma devono essere svolte senza mettere in discussione la libertà degli altri. Se manifestare vuol dire sospendere il traffico viario o ferroviario non va bene. Penso che questo modo di fare sia controproducente anche per gli ideali di chi protesta”.

Poi un appello al buon senso: “Compromettere le libertà altrui, impedendo alle persone di muoversi e, come è successo ieri, di non tornare a casa dopo una giornata di lavoro, non è accettabile. Bisogna avere rispetto dei diritti di tutti”.

Non è mancato un ringraziamento alla Questura e alle forze dell’ordine “per il lavoro straordinario che stanno facendo in questi giorni, assicurando senza alcun aiuto esterno la sicurezza di tutti”.

Molto più duro l’intervento di Mirko Bisesti, consigliere provinciale della Lega Trentino:
“Bloccare una città non ha nulla a che vedere con la tragedia di Gaza e non porta alcuna soluzione. Gravissima, poi, la presenza del sindaco Ianeselli a fianco di chi ha causato il blocco: un primo cittadino ha il dovere di garantire la vivibilità e la funzionalità della città, non di legittimare azioni che la paralizzano”.

Un attacco diretto al sindaco, accusato di essersi schierato dalla parte sbagliata. E la chiusura è altrettanto netta: “Trento merita rispetto. Il lavoro merita rispetto. I cittadini meritano rispetto”.

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