“Il razzismo e il suprematismo bianco, che sono alla base dell’antisemitismo, si rintracciano purtroppo in molte situazioni, ed oggi in particolare nel genocidio di Gaza. Primo Levi parlava della disumanizzazione dell’altro e di come una volta disumanizzati non riusciamo più a recuperare una dimensione morale nel nostro rapporto, per cui esiste solo il potere, cioè la soggezione a chi è un poco più potente di noi e la rivalità con chi è pari, insieme alla sopraffazione di chi è più debole di noi. L’antisemitismo di cui si parla oggi non ha niente a che vedere con i pogrom”.
A dirlo è stata l’ex ambasciatrice Elena Basile intervenuta su Radio Cusano Campus, nel corso del programma “Battitori Liberi”, condotto da Gianluca Fabi e Savino Balzano, per parlare della difficile situazione palestinese.
Proseguendo nel suo intervento, l’ex ambasciatrice, ha poi ulteriormente specificato: “L’antisemitismo è stata una rivolta contro una comunità ghettizzata, contro una comunità, la diaspora, che era in minoranza, contro le minoranze ebraiche. Oggi la rivolta di Hamas è stata come la rivolta degli schiavi, cioè un popolo sotto occupazione che esprime nel momento in cui si rivolta il peggio di sé, una violenza atroce. La storia contemporanea ci racconta quello che è ampiamente documentato. Credo che purtroppo la politica utilizzi l’antisemitismo, che naturalmente fa parte della storia europea, per legittimare una forza brutale contro il diritto. Israele, purtroppo sia a Gaza che in Cisgiordania, per gli attentati terroristici, per il disprezzo della vita umana, sta diventando uno Stato terrorista e l’Occidente è complice, è schierato con Israele in quanto pedina atlantica in Medio Oriente. Per giustificare questa violenza senza fine ricorre a un vittimismo che è assolutamente fuor di luogo e quindi si arriva a teorizzare che la violenza genocida di Israele a Gaza è dovuta alla paura del terrorismo, alla minaccia del terrorismo”.
E ancora, concludendo il suo intervento, Elena Basile ha affermato: “Secondo l’ONU il ricorso alla lotta armata contro un oppressore, una potenza che occupa un territorio non proprio, è assolutamente legittima. Naturalmente bisogna fare un minimo di differenza, perché quando questa violenza è contro l’esercito israeliano va benissimo, poi se le atrocità riguardano una ragazza che balla è un po’ diverso. Mi sembra che nei confronti di Hamas e della questione palestinese l’Occidente abbia fatto riemergere quel suprematismo bianco che nella storia ci ha sempre accompagnato dalla colonizzazione in poi. Il popolo israeliano tutte le volte che ha manifestato contro Netanyahu lo ha fatto perché temeva per la vita degli ostaggi, anche il capo dell’opposizione ha negato il genocidio”.


