Un nuovo movimento politico di cui si sa molto poco si sta per presentare alla cittadinanza di Trento il 3 novembre prossimo. Ne abbiamo sentito parlare da qualche tempo, ma non ci sono molte informazioni in merito: ad esempio non si sa ancora in che modo esso gestisca la componente finanziaria e la questione della raccolta delle adesioni.
L’evento che si terrĂ in città è da subito bene sia inquadrato come politico: non è una manifestazione di opinioni, ma una manifestazione politica vera e propria. Nelle piazze italiane, nei giorni scorsi, vi sono stati altri eventi di questo tipo, non senza scontri con altre fazioni.
Si comunica per interesse della cittadinanza quali sono i punti principali del movimento, che sono stati resi noti attraverso le varie piattaforme social. L’evento ha lo scopo di presentare una proposta di legge che è ispirata al sovranismo e che punta sulla remigrazione.

La proposta programmatica “Remigrazione e Riconquista” in 10 punti
1. Controllo dei flussi migratori
Potenziamento del quadro normativo finalizzato a distinguere con maggiore rigore e chiarezza i presupposti per l’immigrazione regolare e le conseguenze dell’immigrazione irregolare, anche attraverso la definizione di soglie di ingressi sostenibili e l’introduzione di strumenti efficaci per neutralizzare gli effetti destabilizzanti dell’immigrazione incontrollata. Revisione dell’istituto della ricongiunzione familiare affinché non sia utilizzato per raggirare i limiti all’immigrazione.
2. Confisca contro lo sfruttamento dell’immigrazione
Inasprimento delle sanzioni patrimoniali nei confronti di chi trae profitto illecito dallo sfruttamento dell’immigrazione. Estensione dell’istituto della confisca, anche in forma preventiva, a imprese, beni e patrimoni riconducibili ad attività illegali legate al traffico di esseri umani e allo sfruttamento dei lavoratori.
3. Espulsione degli irregolari e di chi commette reati
Investimenti e introduzione di nuove misure operative finalizzate ad assicurare l’effettiva esecuzione dei provvedimenti di espulsione degli immigrati irregolari. Espulsione obbligatoria di qualsiasi straniero autore di delitti sul territorio nazionale. Introduzione del divieto di reingresso per un periodo minimo di 10 anni.
4. Istituto della Remigrazione
Introduzione, nel quadro di una più ampia strategia di recupero della sovranità e dell’identità nazionali, dell’istituto della remigrazione quale strumento di governo del fenomeno migratorio finalizzato a incentivare il ritorno degli stranieri nei Paesi d’origine.
5. Patto di Remigrazione Volontaria
Istituzione di uno accordo tra lo Stato e il singolo che consenta allo straniero regolarmente soggiornante in Italia di ricevere un contributo economico per il rientro nel Paese d’origine a fronte della rinuncia definitive e irrevocabile a ogni diritto di soggiorno e cittadinanza in Italia.
6. Fondo Nazionale per la Remigrazione
I risparmi derivanti dal drastico taglio della spesa pubblica destinata all’immigrazione verranno interamente destinati in un fondo finalizzato al finanziamento dei patti di remigrazione volontaria, delle spese logistiche e amministrative e di tutte le misure connesse alla politica di remigrazione.
7. Stop alle ONG del traffico migratorio
Interruzione di qualsiasi forma di finanziamento pubblico, diretto o indiretto, a ONG, cooperative e associazioni che agevolano l’immigrazione clandestina. Rafforzamento degli strumenti sanzionatori e delle attività di contrasto al traffico di esseri umani nel Mediterraneo.
8. Abolizione del Decreto Flussi e ritorno degli italo-discendenti
Eliminazione del sistema di programmazione dei flussi migratori per motivi economici da Paesi extra-UE al fine di contrastare lo sfruttamento della manodopera straniera a basso costo e restituire dignità ai lavoratori e centralità al lavoro italiano. Incentivi (agevolazioni fiscali, programmi di inserimento lavorativo e sostegno all’integrazione) mirati a stimolare il ritorno in Italia dei discendenti di italiani residenti all’estero.
9. Fondo per la NatalitĂ Italiana
Istituzione di un fondo dedicato esclusivamente alle famiglie italiane, con l’obiettivo di sostenere la natalità e contrastare il declino demografico e la crisi identitaria della Nazione.
10. Case e asili nido: nuovi criteri di prioritĂ
Introduzione di criteri rinnovati che, nel rispetto della Costituzione, garantiscano priorità ai cittadini italiani nell’accesso agli alloggi pubblici e ai posti negli asili nido, valorizzando requisiti quali la residenza stabile da almeno 12 mesi e la continuità nei versamenti fiscali e contributivi.


