Pitt, Jolie e il brand “Brangelina”

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Tutti ricordiamo quel film immenso, “Un uomo da marciapiede”, uscito nel 1969, per la regia di John Schlesinger: storia di un aitante e velleitario campagnolo che pensa di sfondare a New York come gigolò, ma incontrerà solo disavventure; finirà per imbattersi in un clochard claudicante che accompagnerà verso il triste, ma solidaristico finale.

Il secondo era interpretato da un Dustin Hoffman in ascesa; nella parte del primo troviamo il bel John Voight, classe 1938, che non riuscirà mai a superare per successo quel suo antico ruolo, nonostante altre pregevoli presenze in film come “A trenta secondi dalla fine” del 1985 e l’Oscar per “Tornando a casa”.

John, dopo un primo divorzio, sposò Marcheline Bertrand, americana con origini franco canadesi, attrice di non grande fama che, dopo tali scarsi esiti, si rivolse alle cause umanitarie, a favore dei nativi e delle donne afghane. La coppia ebbe due figli, per poi divorziare nel 1978. Il maschio è James Haeven, la femmina, nata nel 1975, sarebbe Angelina Jolie: diciamo sarebbe, perché l’interessata sul genere sessuale ci ha abituato alle iperboli.

La fanciulla, nata ovviamente a Los Angeles, mostra presto un aspetto da Barbie. Subito avviata a scuole di recitazione, racconterà poi di essere stata bullizzata perché magra e con l’apparecchio ai denti (di solito è il contrario), quasi a giustificare di essere stata, già a quattordici anni, una sorta di metallara con i capelli blu, che si infliggeva coltellate su quel corpicino magro per probabile disinteresse al cibo, instradata dalla madre ipersalutista. Com’è, come non è, la troviamo nel videoclip del singolo “Alta marea” di Antonello Venditti (cover di “ Don’ t dream it’s over dei Crowded House), girato in California. Questo il report del regista del video, Stefano Salvati:

Ai casting, tra circa 200 ragazze, passò anche un’adolescente di 16 anni molto magra con labbra e tette da paura. Vista dal vivo era come tante altre, anzi era anche un po’ bassina (non arrivava al metro e 70)… ma davanti alla cinepresa era favolosa! La scelsi per il ruolo da protagonista…”.

Definire una bassina perché non arriva al metro e settanta appare già eccentrico; poi ci sarebbero le tette da paura, che non sempre appaiono tali in vecchie foto, ma pazienza. L’adolescente, poi convocata da Salvati al provino per il film Jolly Blue (non memorabile pellicola del 1998 sugli 883). fu scartata per eccesso di sessualità, a favore di una Alessia Mertz che sconosciamo come attrice: un bello smacco per entrambe, per motivi diversi. Si può affermare che l’americanina si proponeva con la sua femminilità.

I rapporti col papà divennero ben presto difficili, poiché lui (che ne elogerà l’impegno sociale) aveva rivelato i disturbi psichici della figlia: lei farà togliere il cognome paterno dall’anagrafe, nonostante avessero recitato insieme in “Lara Croft: Tomb raider”. Polemiche si ebbero per gli atteggiamenti di Angelina col fratello, che baciò in bocca, per poi affrettarsi a smentire un legame morboso.

Giocare con queste situazioni è la sua specialità. Nel 1998 infatti Angelina interpretò, con debite scene di sesso, un biopic televisivo sulla modella Gia Carangi: un tragico personaggio, supermodel dettasi omosex, sensualissima e tossicomane, occasionalmente prostituta per procurarsi le sostanze, morta di AIDS nel 1986 ( ma nel film muore accoltellata). La figura di questa ragazza ha ispirato uno stile di vita denigrato perfino da Bill Clinton “Nel maggio del 1997 il Presidente Bill Clinton dichiarò: “Non vi serve abbellire la tossicodipendenza per vendere abiti”, aggiungendo, “La glorificazione dell’eroina non è creativa, è distruttiva“. Il mondo della moda lo attaccò in quanto, a dire dei fan, drogarsi è “un’arte antica”. Questa celebrazione degli stupefacenti è ciò che impronta la nuova società.

La nostra s’è beccata un Oscar come miglior attrice non protagonista, per “Ragazze interrotte” nel 2000, e una candidatura a miglior attrice per “Changeling” del 2009 e ha lavorato in produzioni stellari come “Il collezionista di ossa”. Se Clint Eastwood veniva accusato di avere solo due espressioni (con e senza cappello), Angelina in genere ne offre una sola, ma questi sono gusti. Ciò per cui la donna ha spesso fatto parlare è il suo privato, costantemente provocatorio.

Tra lei e papà John si scava un solco. Voight punta il dito contro tutta la politica americana e appoggerà Trump; la figlia, pur senza schierarsi apertamente, sposa tutte le battaglie dem e neocon; è ambasciatrice delle più note organizzazioni internazionali, si fa fotografare con elegantissimi veli nei paesi islamici, parla poco, vende il suo viso.

Sposata la prima volta con l’attore britannico Johnny Lee Miller, da noi ricordato soprattutto per la sua presenza nel film “Trainspotting”, Jolie presto divorzia e ri-convola col collega Billy Bob Thornton (1955), che era già alle quinte nozze. Lo stiloso Billy Bob, premio Oscar per miglior sceneggiatura non originale e due volte Golden Globe, nonché musicista, si prestò al gotico con le ampolline del sangue reciproco appese al collo e i mega tatuaggi ognun con il nome dell’altro, tutta roba da eliminare velocemente vista la scarsa durata dell’unione. La vulgata vuole che lui non volesse adottare figli ( ma ne ha avuti biologici prima e dopo di lei). Egli spiegherà successivamente che le divergenze riguardavano lo stile di vita: lui, ragazzo dell’Arkansas, amante della fattoria, dei concerti e poco incline a girare il mondo, lei sempre in cerca di cause da sposare agli antipodi.

William Bradley “Brad” Pitt, oggi oltre la soglia dei sessanta essendo nato il 18 dicembre 1964 in Oklahoma, viene da famiglia medio borghese, con la classica trafila del boy americano: liceo, sport, qualche apparizione in spettacoli amatoriali, molti lavori strani o umili, poi, voilà, eccolo a Hollywood. Poteva non sfondare un giovanotto di tanta beltà, da diventare archetipo di prestanza maschile? Inizia la carriera con parti al cinema e in televisione, via via più importanti, fino al ruolo del seducente teppista in “Thelma e Louise”, cult movie del 1991. Omaggiato di un Golden Globe, celebrato come l’uomo più sexy del pianeta, il giovane miete un successo dopo l’altro (qualche caduta si registra, ma è messa in conto), apprezzato da pezzi da novanta come Robert Redford e Quentin Tarantino, l’iconica interpretazione di “ 7 anni in Tibet”, che costò a tutti i coinvolti il bando dalla Cina, fino a entrare nel cast di “Ocean’s  Eleven – fate il vostro gioco” del 2001, una vetrina per star.

Nel 1998 Brad incontra Jennifer Aniston (1969), graziosa e vispa collega di origini greche e anche vagamente italiane, e la sposa nel 2000, con una cerimonia glam a Malibu. I due proseguono nelle carriere, apparentemente appagati anche senza figliolanza, finché lui non si ritrova a girare, nel 2005, “Mr and Mrs Smith”, con la Jolie: detto fatto, Aniston viene scaricata e si forma la coppia fashion per eccellenza del terzo millennio, chiamata “Brangelina”.

L’ormai quarantenne Brad doveva pur immaginare cosa lo aspettava, poiché la futura moglie si era già fatta notare come una nuova Mia Farrow, in cerca di adozioni mondiali. La nuova fidanzata, già madre adottiva dell’asiatico Maddox e dell’africana Zahara, rimane subito incinta, partorendo Shiloh in Namibia nel maggio 2006. Sopraggiunge l’adozione del vietnamita Pax Thien. Non poteva mancare un parto gemellare, ormai invalso tra le mammine hollywoodiane: nel 2008, a Nizza, nascono Knox e Vivienne. Rivediamo la neomamma secca come una cicogna in poco tempo.  Il 23 agosto 2014 si celebrano le nozze in Francia.

Immagini delle cerimonie e delle nascite sono state vendute, devolvendo il ricavato in attività benefiche, che non si contano, in favore dei danni da guerre, disastri naturali, bracconaggio, tramite la Jolie Pitt Foundation. Fin qui tutto bene, tutto perfetto.

I due avevano dichiarato di non volersi sposare negli USA, finché tale diritto non fosse stato riconosciuto per le coppie gay; peraltro, in Francia esistono i PACS, non i matrimoni omosex, viceversa riconosciuti, già allora, quantomeno a New York e in Pennsylvania, dunque il proclama appare più di facciata che di sostanza; e non ci sarà bisogno di replicare il rito in patria, poiché nel 2016 i due si lasciano. Il divorzio arriva nel 2024, dopo anni di controversie e le dichiarazioni velenose di lei, che accusa l’ex di violenze. I precedenti di entrambi andrebbero a sfavore di Jolie; Pitt non è noto come violento e riesce a ottenere l’affidamento congiunto dei ragazzi.

Decisa a fare la differenza Angelina inizia a vestire da maschio la piccola Shiloh, sostenendo che è stata lei a chiederlo, a quattro anni (verrà imitata dall’amica Charlize Teron, che veste da femmina il suo maschietto afro adottivo). In seguito fa sapere di essersi fatta asportare seni e apparato riproduttivo, per non incorrere nelle stesse patologie che avevano portato alla morte la madre, nel 2007. L’ultima sua interpretazione è dei giorni nostri: è Maria Callas nella pellicola “Maria”: somiglianza con la diva della lirica, nessuna, ma la critica la esalta.

Così la coppia simbolo del mainstream, bianchi, occhi chiari, politicamente corretti, figli multicolor e solidarietà a tutto campo, ora dovrà lasciare il posto ad altri, a cui hanno spianato la strada.

Carmen Gueye

Carmen Gueye
Carmen Gueye
Genovese, ex funzionario ministeriale nell’ambito della pubblica sicurezza, è autrice di libri, saggi e romanzi; articolista e già pubblicista, si occupa particolarmente di cronaca nera e spettacolo

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