La Terza Roma negli equilibri geopolitici d’oggi.

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Le vicende della guerra fra Mosca e Kiev riempiono quotidianamente le pagine dei giornali. Non si parla d’altro. E diversamente non potrebbe essere per motivi sia economici che geografici.

Nonostante ciò, è necessario utilizzare un minimo di prudenza nell’esprimersi in merito poiché il rischio di essere etichettati “putiniani” o “russofili” è concreto ad ogni accenno “non allineato”. Poco male direte voi, l’etichettare è la scorciatoia dei minus habens per evitare il confronto sentenziando con un preconcetto senza la fatica di ragionare. Nonostante ciò, infastidisce e ne terremo conto.

Ebbene leggendo la nutrita mole di notizie, commenti e fatti che quotidianamente ci vengono proposti non sfugge che, come per ogni conflitto che si rispetti, l’aspetto economico è, da una parte e dall’altra, la questione dominante. Il fil rouge.

Eppure, ad una analisi attenta, non può sfuggire che la Russia contemporanea sia alla ricerca di un ruolo, di un posizionamento, quale pilastro della stabilità globale e si proponga come un centro spirituale e culturale più tradizionale e dogmatico, in un mondo che vien considerato sempre più frammentato e relativista. Ciò riproponendo tacitamente l’idea di Mosca come “terza Roma”.

Ma per capire ciò è necessario fare un tuffo nel passato più o meno remoto.

Quando, con la caduta dall’Impero Romano d’Occidente nel 476 d.c., Costantinopoli assunse il ruolo di capitale dell’Impero Romano d’Oriente, divenne il cuore pulsante dell’ortodossia Cristiana che da quel momento si espanse in tutta quella che oggi chiameremo Europa dell’est.

Tuttavia, secoli più tardi, Costantinopoli, la seconda Roma, dovette cedere sotto i colpi ottomani e, nel 1453, cadde nelle mani dell’Islam.

Proprio in quegli anni Ivan III “il Grande”, poi definito primo Zar delle Russie, riuscì nell’impresa di unificare la quasi totalità delle terre russe sotto il proprio dominio ed offrì al Patriarca di Costantinopoli asilo e stabile supporto proprio a Mosca che, da allora, divenne fulcro del mondo Cristiano Ortodosso. Un ruolo di estrema importanza fra il cattolicesimo occidentale, scosso dalle riforme Lutterane, e l’Islam orientale in feroce espansione.

Di qui la proclamazione di Mosca quale “terza Roma” sede dell’ortodossia Cristiana come ricostruito dalla storiografia sull’eredità bizantina nello spazio slavo.

Questo ruolo fu favorito in ogni modo dalle dinastie degli zar, soprattutto dai Romanov, che vedevano in questa dimensione spirituale della capitale del loro impero un’ulteriore leva di potere e prestigio.

Con la Rivoluzione russa nel 1917 e la conseguente instaurazione del regime comunista la chiesa ortodossa fu quasi totalmente soppressa nella sua organizzazione e con essa l’idea di Mosca come “terza Roma”. Ciò fino al 1991 anno in cui l’URSS si dissolse totalmente permettendo alla Chiesa Ortodossa di riprendere il ruolo di guida spirituale nei vastissimi territori dove una volta era attrice.

Ma venendo ai giorni nostri l’idea di Mosca come “Terza Roma” è confacente alla politica estera ed alla visione geopolitica di Vladimir Putin che cerca di abbinare alle azioni diplomatiche, alla forza militare ed alla indubbia valenza economica del Paese un forte aggancio alle antiche radici spirituali che sono componente essenziale per una forte identità nazionale.

Il potere simbolico di Mosca per la Chiesa Ortodossa internazionale, attraverso l’dea di “terza Roma” dona una immagine di tradizione religiosa e culturale millenaria permettendo a Putin di vestire il ruolo di comandante in capo di una potenza militare, politica ed economica oltre che portatrice di una missione morale; in netta contrapposizione al cosiddetto “mondo occidentale” che, nella narrazione russa, viene descritto come decadente e relativista.

Inoltre, aspetto ancor oggi da non sottovalutare, l’alleanza fra la Chiesa Ortodossa ed il Cremlino permette a Putin di esprimere una leadership interna molto forte seppure in netto distacco da ciò che fu la gestione del potere in epoca sovietica.

In conclusione, questa rinascita dell’Idea di “terza Roma” ci restituisce una immagine della leadership del Cremlino che non esita ad usufruire in modo anche utilitaristico l’antico Legame e che, fors’anche con convinzione profonda, non esita a contrapporsi al terrorismo, al globalismo ed ai potentati economici occidentali utilizzando anche la spiritualità in funzione di legante identitario.

Raimondo Frau

raimondofrau
raimondofrau
Direttore tecnico presso una multinazionale e Presidente dell'Associazione di Volontariato Secolo Trentino - La terra degli Avi

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