“Non sopporto il dover sempre fare l’occhiolino alla propaganda occidentale. Khamenei e il governo teocratico sicuramente hanno interpretato precetti religiosi in un modo opprimente, soprattutto per quella società civile laica ed occidentalizzata che in questi precetti non ci crede. Aveva però anche molta popolarità in un’altra parte dell’Iran: ci sono piazze piene di persone che credevano in lui come guida spirituale”.
A specificarlo è stata Elena Basile, ambasciatrice, intervenuta su Radio Cusano, nel programma “Battitori Liberi”, condotto da Gianluca Fabi e Savino Balzano, per parlare della delicata situazione in Medio Oriente.
Proseguendo nel suo intervento, Elena Basile, ha poi ulteriormente specificato: “Dovremmo avere dei valori di umanità. Esultare ad un omicidio perpetrato da due Paesi occidentali non è una cosa che dovrebbe essere compresa. La morte e gli assassini sono in ogni caso da biasimare, sia nelle relazioni private che nelle relazioni tra Stati. Altrimenti diventiamo tutti come Renzi, che è invitato dall’Arabia Saudita e poi fa dichiarazioni della cui gravità non si rende conto, dicendo che senza Khamenei il mondo è migliore. La balcanizzazione e la sirianizzazione dell’Iran sono un obiettivo israeliano, Israele ha gli strumenti per influenzare l’America. Questo piano, fondamentalmente israeliano, viene poi mutuato dai neoconservatori nell’ambito di una strategia complessiva, scritta nero su bianco nella dottrina militare americana, di contenimento della Cina”.
Infine, concludendo il suo intervento, la stessa ha voluto evidenziare: “Io penso che si possa sfuggire a quella che sembra un’inevitabile guerra con la Cina, e lo si può fare con la diplomazia, una regolamentazione politica del surplus economico cinese e con una riforma delle Nazioni Unite. Dobbiamo essere preoccupati perché questa è diventata subito una guerra regionale. Per l’Iran è una guerra esistenziale, per l’America non direi. L’Iran ha già fatto vedere che è subito pronto a colpire gli alleati degli Stati Uniti. Finora non ha fatto vedere la forza di cui dispone, ma solo una parte, perché si sta preparando a una guerra lunga. Se viene chiuso lo stretto di Hormuz, le conseguenze economiche per l’Occidente, ma soprattutto per l’Europa che ha bisogno di energia, saranno importanti”.


