venerdì, Marzo 6, 2026
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Europa “ai margini della storia” se non si sveglia: l’allarme di Licia Ronzulli a Radio Cusano

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L’Europa rischia di restare spettatrice, schiacciata tra potenze che decidono e agiscono più in fretta, se non trova una linea comune e un peso politico riconoscibile. È il messaggio lanciato dalla senatrice di Forza Italia e vicepresidente del Senato Licia Ronzulli, intervenuta ai microfoni di Radio Cusano nel programma Battitori Liberi, dove ha descritto un’Unione Europea “che balbetta”, “che reagisce in ordine sparso” e “che fatica a parlare con una sola voce”.

Ronzulli ha rivendicato una postura europeista senza ripensamenti anche nei passaggi più complicati: “Noi non abbiamo mai mollato l’Europa, nemmeno nei momenti più difficili. E questo è senza dubbio uno di quei momenti”, ha detto, auspicando un cambio di passo netto: “Mi auguro fortemente che arrivi il momento in cui l’Europa dica con forza: ci siamo anche noi”.

Nel ragionamento della vicepresidente del Senato, la fragilità attuale non è un incidente improvviso, ma l’esito di un indebolimento progressivo: quando l’Unione non riesce a dare risposte percepite come concrete, “si finisce per apparire matrigna invece che madre”, con il rischio di tradire lo spirito originario dei padri fondatori. E da qui, secondo Ronzulli, si arriva a un’Europa che “troppo spesso resta spettatrice” anche nelle grandi crisi internazionali.

La senatrice ha richiamato esplicitamente il dossier più ingombrante degli ultimi anni, la guerra tra Ucraina e Russia, come esempio di una postura europea ritenuta ancora insufficiente sul piano dell’incisività e della compattezza. La diagnosi, in sintesi, è politica prima che tecnica: senza unità tra gli Stati membri, senza coerenza e “onestà” nei rapporti reciproci, l’Europa rimane un attore dimezzato, con Paesi che “corrono velocemente” e altri che restano indietro, mentre egoismi nazionali e interessi particolari “rischiano di disgregare il progetto comune”.

La conclusione è un aut-aut che suona come un titolo già pronto: “Se vogliamo un’Europa forte, capace di incidere negli equilibri internazionali, dobbiamo rafforzare l’integrazione politica. È il momento di un risveglio: l’Europa o diventa un vero soggetto politico, oppure rischia di restare ai margini della storia”.

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