Il Mondo di Ovidio: Senza peli sulla lingua.

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Siamo nel mezzo di una guerra religiosa, economica e geopolitica , nella quale siamo tutti coinvolti. Nolenti o volenti. Forse il momento più buio dopo la fine della guerra fredda. Le guerre lasciano strascichi, polemiche e divisioni, ma soprattutto vincitori e vinti. In Italia, vennero spazzate via generazioni di giovani vite delle forze alleate, un prezzo altissimo che contribuì a portare una vera democrazia, il diritto di voto per le donne.

Più di 400mila americani morirono, nella seconda guerra mondiale, in un conflitto europeo dove nessuno minacciava direttamente gli Stati Uniti.

L’invasione di Anzio e in Sicilia precedette lo sbarco di Normandia. La Comunità europea nacque con l’incoraggiamento di Washington e dopo che il piano Marshall aveva finanziato la ricostruzione con i soldi dei contribuenti americani, sotto la protezione, egida o egemonia degli USA. Nella parte europea sotto la tutela americana fiorirono i diritti umani e le libertà politiche, mentre a est Stalin schiacciava rivolte popolari, soffocando i dissensi. In Italia tantissimi elettori (talvolta fino ad un terzo), nonostante tutto votavano per il più grande partito comunista d’occidente. In una famosa intervista sul Corriere della sera, Enrico Berlinguer, disse di sentirsi più sicuro dentro la Nato.

Dopo la caduta del muro di Berlino vi fu una grande richiesta dei paesi dell’Europa orientale di entrare nell’alleanza atlantica. Tutto ciò è stato dimenticato, nelle nostre scuole forse si insegna altro. America e Occidente vengono considerati l’impero del male da una parte delle giovani generazioni.

Il momento vorrebbe una coesione, un rigurgito di onestà storica, una disinfestazione delle cazzate oltranziste, una salutare bonifica delle bambocciate bipartisan, una urgente azione per il presente e per le nuove generazioni, propedeutica a ricostruire la nostra autostima e a vedere il futuro con più fiducia.

Tornando ai fatti di casa nostra, è tragicomico sentire (e vedere) certe scenette pseudopolitiche, erbacce spontanee nate nel nostro orticello dell’insalata, cariatidi dell’opposizione e come un replay delle Oche del Campidoglio starnazzano ogni qualvolta un esponente del governo osa esercitare il diritto di parola. Ne indico una solamente, tanto per non essere prolisso: ogni volta che il ministro Salvini apra bocca, automaticamente,  dai banchi dell’opposizione, viene estratto il numero 49 dal sacchetto della tombola.

Probabilmente l’improvvido di turno ci tiene a far sapere che sa contare fino a 50.

Per dovere di cronaca Salvini “ereditò” 49 milioni di debito dalla Lega Lombarda di Bossi (poi divenuta Lega nord e adesso Lega) come contributi elettorali.

Seppur non essendo il colpevole, come accordo stipulato sta pagando rateizzando tale debito.

Vorrei che anche il PD restituisse I 110 milioni del fallimento dell’Unità (e debiti dei DS ) che invece ha pagato tutto il popolo italiano. Fu Prodi che consigliò a Ugo Sposetti, tesoriere dei DS, di  confluirli nelle “fondazioni” create ad hoc per scongiurare il fallimento economico del partito.

Come del resto fece la Margherita di Rutelli costituendosi parte civile col proprio tesoriere, Lusi, per non pagare i debiti del partito.

Domenico Morace accusò Di Pietro per aver gestito impropriamente, e personalmente, i fondi ricevuti dal suo partito L’Italia dei valori dall’Emilia Romagna dal 2005 al 2010.

Qualcuno ne ha saputo qualcosa, è stato tutto insabbiato?

Perché solo la Lega sta pagando, quando avrebbe potuto costituirsi parte civile col tesoriere Belsito?

Mah….il mondo dei sinistri!

L’apparire a tutti i costi sta dannando questo mondo, altro che cambiamento climatico, pandemie, guerre e continue crisi. L’ arte del fare un passo indietro in nome della convivialità in antitesi all’ipocrisia è crollata assieme alle twin tower.

Ovidio Pedrali

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Voci diverse, radici comuni: autori e pensieri che hanno contribuito a Secolo Trentino

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