Sarà per il mio pur maldestro pensiero a non riuscire nel capire una società rovesciata, e talmente fiacca da lasciare che un unico pensiero sia la fonte di verità per tutti, io non riesco nel vedermi nello status di magnaccione. Dov’è finita la umana curiosità di sapere, di scavare, oltre l’evidente superficialità di una spiegazione neppure attendibile? Sarà per questo pensiero con il quale mi uniformo al movimento letterario fondato da Giosuè Carducci, insieme a Chiarini, Gargani e Torgioni Tonzetti, chiamato gli amici pedanti.

Gli amici pedanti
Un circolo letterario contro la nuova moda della lirica confusa, della rima elementare, della faciloneria culturale da loro definita con lo spregevole termine di sudiceria. E sudiceria lo è ancora. Mai termine ebbe coniazione migliore. Oggi, tutto quello non previsto dal movimento del mainstream, la cultura dominante, è fascista. Come se altre fonti di pensiero si fossero seccate estinguendosi, per buona pace degli stessi amici pedanti e degli “scapigliati”, l’altro movimento culturale sorto a Milano alla fine del 800 quasi in contrapposizione ai primi.
Ego sum! Diceva Davide Lazzeretti in un latino latinorum da fare invidia a Renzo Tramaglino, ego sum! Ripeteva il buono e mite Davide, meglio conosciuto come il Cristo dell’Amiata, finchè una pallottola di un carabiniere della guardia reale mise a tacere la sua voce ed il ribellarsi alla cultura dominante del tempo.

Davide Lazzeretti
Correva l’anno 1878. Nel 2026 non è cambiato granché, assassinii compresi, perché i fatti ricordano l’inizio dei maledetti anni di piombo. Manca solo un ulteriore strappo di corda perché accada, e qualche sciagurato rispolveri la famigerata Hazet 36. I cori sono già partiti. A Genova esiste un ristorante, I 3 Merli, dove i fascisti non possono entrare. Così recita il cartello sulla porta del locale. Prova tecnica di un popolo impazzito.
Un giornalista RAI, tale Andrea Romoli del TG2, è stato messo alla berlina pubblica poiché reo di avere appuntato una spilla sopra la giacca. Una spilla fascista! Hanno tuonato i preposti alla commissione di vigilanza RAI con la bella Maria Elena Boschi in testa, seguita da un gruppo di piddini e pentastellati e l’immancabile appoggio del duo Fratoianni-Bonelli, chiedendo l’immediato allontanamento del giornalista dalla televisione pubblica. Immediata, e ci mancherebbe! L’interrogazione parlamentare al grido: via i fascisti dalla RAI! Una figura miserabile colossale, la sindrome del fascista dappertutto porta pure a questo.
La spilla non rappresentava una croce celtica, bensi il timone! Ovvero un’onorificenza militare di alto grado per l’impegno profuso, dal giornalista, durante il tempo del Covid. A Pisa, la mia amata città della Torre, qualcuno ha avuto la bella idea di pubblicare in un social, in una pagina dedicata a Pisa, una fotografia ritraente una coppia della prima metà del 900. Nella foto possiamo notare che l’uomo porti sopra il cappotto, lungo il braccio sinistro, una vistosa fascia nera. Apriti cielo! Era un fascista! Aprendo il valzer delle offese, e delle minacce, verso il malcapitato autore.
Ignoranti. Fino alla fine degli anni 50, gli uomini che avessero subito un lutto, erano soliti portare una fascia nera rigorosamente sul braccio sinistro. Fascia poi sostituita, nei primi anni 60, da un bottone nero da appendere all’occhiello della giacca. Guai a farlo notare! Era un fascista, e fascista rimane! La sindrome del fascista colpisce in ogni dove, dalla bella ma pure ignorante Boschi, fino ai cittadini comuni con al posto del cervello una pantegana. Ignorantia legis non excusat. Infine due parole sul tema attuale del Belpaese: la famiglia del bosco. Come un tam tam uscito da Via del Nazzareno, seppure ufficialmente la cultrice dell’armocromia de noantri non abbia ancora proferito parola in merito (forse perché ancora non le hanno scritto nulla, pausa teatrale compresa), ecco i compagni come tanti pappagalli nel ripetere identico ritornello per tutti: il decreto legge di Caivano come responsabile del allontanamento dei ragazzi della famiglia del bosco.

Un modo da ignoranti per tentare di incolpare la Meloni. Ignoranti! Il decreto Caivano non annulla lo homeschooling, o istruzione parentale, perché è una scelta legale in Italia (art. 34 della Costituzione) in cui la famiglia provvede direttamente all’educazione dei figli, sostituendo la scuola tradizionale. Citano sempre la Costituzione alla bisogna, ma almeno una volta l’avranno sfogliata? Dubito. Ma sulla famiglia del bosco il punto di riflessione è ben altro: l’incarognamento dei giudici, contro la famiglia, dopo l’intervento di Salvini! Ricapitoliamo la storia: nella fase iniziale pareva una vicenda come tante, il tempo di un paio di colloqui e sarebbero tornati tutti a casa previo un paio di lavori da svolgere. Infatti era stata offerta a loro un’abitazione per il tempo dei lavori domestici. Mentre tutto stava filando liscio, ecco l’intervento di Salvini con la magistratura invelenita per la lesa maestà. Alla faccia della legge uguale per tutti, dei magistrati super partes, e della bilancia, il logo della giustizia italiana, con i piatti di pesata da troppo tempo non più allineati tra loro. Il piatto di sinistra pesa molto di più.
Tre mesi fa, su queste pagine, scrissi un articolo usando l’ironia nella frase finale: non potranno riunirsi finché non avranno imparato a cantare Bella Ciao. Ironia, si, ma non sono andato cosí lontano dal vero. Gli amici pedanti non abitano più qui, sono stati cacciati.
Marco Vannucci


