Il Mondo di Ovidio: il Conte Tacchia

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E’ curioso, seppure fosse prevedibile, sentire pontificare le ricette taumaturgiche dell’opposizione. Nessuno ha dimenticato quando governavano ed il loro stare appollaiati sullo scranno di Montecitorio privi di un benché minimo programma, ma tante chiacchiere e poche idee ben confuse. Si erano pure impossessati della liceità di definire tutti ladri i componenti delle coalizioni precedenti. La risposta arrivò secca, solo 3 mesi dopo il loro insediamento, con un cartello in bella mostra in Piazza Colonna davanti all’ingresso di Montecitorio: Erano meglio i ladri degli incapaci.  Impossibile dare torto al misterioso autore, vista l’ingente entità dei danni procurati in un così breve lasso di tempo presi, com’erano, dal delirio di onnipotenza alla Marchese del Grillo: “io sono io e voi non siete un c…o.” Pur essendo oggi, per fortuna dello Stivale, all’opposizione appaiono comunque  tragicomici. Più ascolto certe analisi, e leggo certi pensieri scritti, e più rimango stupito di tanta apparente saccenza, di tanta arroganza, e di tanta millantata pseudo superiorità culturale. in realtà non sono altro delle piccole persone con una piccola visione. Mi riferisco principalmente al Conte Tacchia, ovvero al dandy foggiano dei nuovi illuminati, coloro sgrezzati dai vaffanculo day prima di rinnegare Beppe Grillo ed uno vale uno. Forse valeva, ma neppure più di tanto. Ricapitoliamo:  a Giuseppe Conte, il Conte Tacchia, è stato sufficiente il tempo di un lampo per passare dal Governo 5 Stelle/Lega a 5 Stelle/PD e affini, da  Salvini fino a Fratoianni e Ilaria Salis un noblesse oblige per il nostro Conte Tacchia.  Gli resta solo di sostenere un governo con Fratelli d’Italia per completare il passo “uno vale l’altro “.  Egli rivendica con orgoglio di essersi formato presso il collegio universitario di Villa Nazareth, presieduta dal cardinal Parolin, il segretario di stato Vaticano. Durante il periodo del Covid, Conte, era visto dal segretario del PD Nicola Zingaretti come punto di riferimento per le forze progressiste. Nel 2019, dopo una campagna elettorale europea spesa attaccando il PD, si schiera ancora più a sinistra della Schlein.  Nel frattempo viene indagato per la mancata istituzione della zona rossa in provincia di Bergamo, la zona più colpita dalla pandemia. Viene assolto nei primi gradi di giudizio, ma poi nuovamente accusato in Cassazione in base all’articolo 452 del codice penale per possibile colpevolezza di epidemia colposa, da cui è derivata la morte di più persone. In attesa di eventi rischia dai 3 ai 12 anni di reclusione. Dopo 5 anni sostiene pienamente Ursula Von del Leyen alla presidenza della commissione UE, la quale gli suggerisce la rottura con Salvini. Di fronte a cotanta richiesta, il buon Conte si prostra a 90 gradi. “Certi amori fanno giri immensi e poi ritornano”, cantava Antonello Venditti.  Il movimento 5 stelle, che già aveva respinto il Mes, non voterà per la nuova commissione  Europea, ma si dice pronto a partecipare al nuovo fronte antimeloniano con Elly Schlein; l’ennesima contraddizione di un movimento guidato da un leader politico ansioso di veder fallire il proprio alleato di coalizione per sperare di ritornare a Palazzo Chigi..

Da Farage e Salvini a Carola Rackete.  Al parlamento europeo ha aderito al gruppo della sinistra radicale, ovvero i duri e puri anticapitalisti ed al femminismo estremo, al sostegno all’immigrazione, LGBT etc etc .  Come dimenticare l’affaire Rackete?  Alla paladina delle ONG fu negato di sbarcare in Italia con 53 migranti, in conseguenza del “decreto sicurezza e immigrazione” approvato con il ministro degli interni Salvini con Conte presidente del consiglio, ma dopo il “solito” ricorso di un giudice DEM al processo andò solo Salvini, mentre Conte si nascose dietro un miserabile “non ricordo”.  Grazie alla giustizia DEM, abbiamo pagato la povera Carola Rackete per il disturbo arrecato.  Infine vogliamo ricordare i debiti lasciati da Conte allo stato italiano? Stimati, per difetto, dai 126 ai 229 miliardi tra superbonus, redditi di nulla facenza, banchi a rotelle, monopattini… Ed un suocero, misero, da aiutare. Dio li fa e poi l’accoppia… Infatti il nostro Conte Tacchia si è legato sentimentalmente a Olivia Paladino, quest’ultima portandosi in dote, il famoso corredo di una volta, ben 29 milioni di debito per tasse evase al fisco.

Questo è il Conte pasionario del No referendario, un voltagabbana con l’aria da dandy ed il fazzoletto sul taschino, capace di avere fatto fuori, in un colpo solo, Beppe Grillo ed il figlio di Casaleggio, nonché i vari Di Maio, Di Battista e compagnia. Perché uno vale uno, ma il Conte vale per tutti. L’autore russo Nicolai Leskov, in uno dei suoi romanzi, scrisse: quando la società inizia a prendere sul serio un pagliaccio che si esibisce al circo, questo non fa del pagliaccio una persona seria, bensì trasforma l’intera società in un circo.

Ovidio Pedrali

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Voci diverse, radici comuni: autori e pensieri che hanno contribuito a Secolo Trentino

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